Il capo di Palazzo Madama accusa: parole pesanti da chi sedeva accanto a Landini mentre parlava la vicepresidente dell’Europarlamento
ROMA – Non solo le spalle girate. Secondo il presidente del Senato Ignazio La Russa, durante la commemorazione della strage di Marcinelle del 1956 dalla platea sarebbero arrivati anche insulti: commenti volgari mentre prendeva la parola lui, e frasi sessiste mentre interveniva la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, esponente di Fratelli d’Italia originaria di Viterbo.
A qualcuno, sostiene, sarebbe stato mostrato anche il fondoschiena in modo ostentato.
La Russa riferisce di aver appreso l’episodio da diversi parlamentari presenti, seduti in prossimità del segretario della Cgil Maurizio Landini, che avrebbero ascoltato “parole sue e di chi gli era vicino“. Sulle frasi esatte il presidente del Senato mantiene il riserbo: non intende divulgarle e si augura che non siano state registrate, perché — è il senso della sua osservazione — risulterebbero imbarazzanti per chi le ha pronunciate.
Il contesto è quello della contestazione andata in scena sabato in Belgio, quando gli iscritti al sindacato Fgtb si sono voltati di spalle durante l’intervento del presidente del Senato, anche nel momento in cui leggeva il messaggio del capo dello Stato Sergio Mattarella.
Un gesto che La Russa definisce la massima mancanza di rispetto per il luogo e per la ricorrenza, e che sul momento ha scelto di ignorare per non turbare la sacralità della commemorazione.
Il nodo politico è la rivendicazione.
L’azione è stata attribuita al sindacato belga, e Landini ha negato con decisione la partecipazione della Cgil. Una versione che il presidente del Senato non compra: tra i contestatori, osserva, c’erano italiani, e la giornata era scandita dal fazzoletto rosso con le sigle di entrambe le organizzazioni. Da qui la stoccata finale: la toppa, per La Russa, è stata peggiore del buco. Alla domanda se Landini avrebbe dovuto dissociarsi, la risposta è netta — non avrebbe potuto, era palesemente coinvolto.
Quanto all’offesa personale, La Russa smorza: dice di non sentirsi toccato. Il punto, insiste, non era lui ma il messaggio del presidente della Repubblica.

