Accordo triennale con il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, che diventa Official Medical Partner del club di Daniele De Rossi. Dentro ci sono idoneità sportive, medicina dello sport, primo soccorso allo stadio e — soprattutto — un pezzo di lavoro sul territorio
OSTIA (RM) – Sport, salute e territorio. Sono i tre pilastri della nuova partnership tra l’Ostiamare e il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, che per le prossime tre stagioni assume il ruolo di Official Medical Partner del club biancoviola.
L’intesa, siglata con la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, coprirà le annate 2026-2027, 2027-2028 e 2028-2029.
Il tempismo non è casuale. La società di proprietà di Daniele De Rossi, presieduta dal padre Alberto, si presenta al nastro di partenza dopo la promozione che ha riportato Ostia in Serie C a distanza di trentacinque anni: un salto che non riguarda soltanto il livello tecnico del campionato, ma l’intera struttura del club — organizzativa, logistica e, appunto, sanitaria.
Cosa prevede l’accordo
Il cuore dell’intesa è un percorso sanitario strutturato per gli atleti: idoneità sportive, visite mediche, percorsi dedicati di medicina dello sport e assistenza specialistica. In altre parole, il monitoraggio della salute dei calciatori esce dalla gestione stagione-per-stagione ed entra in un programma triennale con un interlocutore unico.
La collaborazione non si ferma però al gruppo squadra. In occasione delle gare casalinghe allo stadio Pasquale Giannattasio — lo storico “Stella Polare”, scelto come casa dell’Ostiamare in attesa che si completino i lavori all’Anco Marzio — saranno garantiti anche i servizi di primo soccorso, a tutela di atleti, staff e pubblico. Il logo della Fondazione comparirà inoltre sulla maglia biancoviola.
Le voci
Daniele De Rossi ha collegato l’accordo al lavoro di costruzione di questi mesi, spiegando di aver cercato «relazioni solide con realtà che condividono i nostri valori» e richiamando le radici della società: valorizzare l’appartenenza a Ostia, ha osservato, significa anche prendersi cura della comunità che sta intorno al club.
Sul fronte sanitario, l’amministratore delegato e direttore generale del Policlinico Campus Bio-Medico, Paolo Sormani, ha parlato di un passaggio significativo per la Fondazione, sottolineando che la collaborazione mette a disposizione degli atleti valutazioni cliniche e assistenza specialistica sostenute da competenze multidisciplinari e tecnologie avanzate. Lo sport, ha aggiunto, è ormai da tempo per la struttura uno strumento di promozione della salute; l’accordo con il club lidense rafforza il legame del Policlinico con il territorio romano.
Oltre il rettangolo di gioco
È qui che l’operazione si allarga. Nell’arco del triennio sono previste iniziative di prevenzione ed educazione sanitaria rivolte in particolare a giovani e famiglie: la parte meno appariscente dell’accordo, ma probabilmente quella destinata a lasciare il segno più a lungo.
Perché una partnership del genere, letta soltanto come sponsorizzazione, dice poco. Letta come infrastruttura — una squadra che torna tra i professionisti, uno stadio pubblico che viene riqualificato per accoglierla, un policlinico universitario che entra nel progetto con la prevenzione e non solo con il marchio sulla maglia — dice invece parecchio su che cosa può diventare una società di calcio per il quartiere che la esprime.
L’Ostiamare, in fondo, prende il nome dal luogo in cui è nata. Ricordarselo anche fuori dal campo non è retorica: è la parte più difficile del mestiere.

