VITERBO – Due giorni di calcio, emozioni e inclusione hanno trasformato Viterbo in un grande campo da gioco. In città circa 200 atleti per la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese di calcio paralimpico, tra grandi club, sport e momenti di condivisione.
Per un fine settimana Viterbo si è vestita dei colori dello sport. Non soltanto quelli delle maglie, tante e prestigiose, che hanno animato i campi del CUS di via De Lellis e del Don Armando Marini di Villanova, ma soprattutto quelli dell’inclusione, dell’amicizia e della voglia di stare insieme.
Sabato 12 e domenica 13 settembre è andata in scena la seconda edizione del Torneo Nazionale della Tuscia Viterbese di calcio paralimpico, organizzato dall’associazione Lo Zucchero Filato Aps. Una grande festa dello sport che ha portato nel capoluogo della Tuscia circa 200 atleti, accompagnati da tecnici, famiglie e accompagnatori.
In campo anche le squadre special di alcuni dei più importanti club del calcio italiano: Juventus, Milan, Hellas Verona, Udinese, Parma, Bologna, Lecce, Lazio, Napoli, Frosinone, Don Puglisi Nettuno, oltre ai ragazzi viterbesi de Lo Zucchero Filato.
Ma il risultato più importante, in fondo, è arrivato ben oltre il campo. Perché il torneo è stato soprattutto un’occasione per incontrarsi, conoscersi e condividere una passione capace di abbattere qualsiasi barriera. Le partite hanno lasciato spazio anche alla scoperta della città, con atleti, familiari e staff che nel pomeriggio di sabato hanno attraversato il centro storico di Viterbo, portando tra le vie e le piazze i colori delle proprie squadre.
Una sorta di grande corteo spontaneo dello sport, culminato in uno dei luoghi simbolo della città: Santa Rosa. Sul sagrato, grazie alla collaborazione del costruttore della Macchina Vincenzo Fiorillo e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, la comitiva ha potuto assistere all’accensione straordinaria di Dies Natalis, accompagnata dal racconto della storia del trasporto e della tradizione viterbese.
All’interno della manifestazione ha trovato spazio anche la seconda edizione di “Una Rosa in campo”, il riconoscimento dedicato a personalità capaci di condividere e promuovere i valori dell’inclusione e della solidarietà nello sport e nella società.
Il premio è stato assegnato a Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Maurizio Borgo, Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Cristina Mezzaroma, dirigente della S.S. Lazio, Massimiliano Mascolo, giornalista Rai, Luigi Pasqualetti, presidente della Fondazione Carivit, e Claudio Galieti, segretario del Comitato Regionale Lazio della LND.
Domenica il torneo è arrivato al suo momento conclusivo con le gare finali al campo Don Armando Marini. Ma anche qui l’organizzazione ha scelto di andare oltre la semplice classifica. Nessuna squadra è stata considerata “meno vincente” delle altre e i riconoscimenti sono stati pensati per premiare inclusione, fratellanza, solidarietà, fair play, allegria e amicizia. Perché era proprio questo il messaggio della manifestazione: nello sport si può competere senza dimenticare l’avversario, si può cercare la vittoria senza perdere di vista il valore della condivisione.
E così, per due giorni, Viterbo è diventata davvero un capoluogo da Serie A. Non soltanto per i nomi scritti sulle maglie, ma per la capacità dello sport di mettere tutti sullo stesso campo. Una festa nella quale il pallone è stato soltanto il punto di partenza e il calcio d’inizio.






