CIVITAVECCHIA – Si era recato nel carcere di Civitavecchia per incontrare il figlio detenuto, ma durante il colloquio gli avrebbe consegnato della droga. È quanto contestato a un uomo di 49 anni, residente a Pontinia, che dopo l’arresto è stato sottoposto all’obbligo di firma nella stazione dei Carabinieri del suo comune.
L’episodio risale al 6 agosto, quando l’uomo si è presentato all’istituto penitenziario “Passerini” insieme alla madre del giovane per il colloquio autorizzato con il figlio.
A notare qualcosa di anomalo è stato un agente della Polizia penitenziaria, che stava monitorando il locale attraverso il sistema di controllo da remoto. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe estratto un involucro dalla tasca dei pantaloni per poi inserirlo all’interno di una confezione di gelati.
Terminato l’incontro, il giovane detenuto è stato sottoposto a perquisizione. La droga, circa 26,78 grammi di hashish, sarebbe stata trovata nascosta negli slip.
L’intervento ha portato all’arresto del padre, difeso dall’avvocato Giammarco Conca. Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Civitavecchia, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma avrebbe comunque espresso le proprie scuse per quanto accaduto.
Il giudice ha successivamente disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma nella stazione dei carabinieri di Pontinia.
La contestazione riguarda la cessione di sostanza stupefacente. La quantità sequestrata è stata ritenuta compatibile con un utilizzo personale e non sarebbero emersi elementi tali da far ritenere che il figlio intendesse rivendere la droga all’interno del carcere. La condotta, tuttavia, assume particolare rilevanza proprio perché avvenuta all’interno di un istituto penitenziario, circostanza che comporta un’aggravante.
Nell’ordinanza il gip evidenzia la particolare disinvoltura con cui, secondo l’accusa, sarebbe stata introdotta la sostanza stupefacente nella casa circondariale, durante un colloquio con il figlio detenuto. Viene inoltre sottolineata la presunta capacità dell’uomo di procurarsi la droga attraverso contatti con gli ambienti dell’approvvigionamento.
A favore dell’indagato hanno invece pesato, nella valutazione della misura, anche l’età e la complessiva situazione familiare. L’uomo, pur avendo precedenti specifici, non è rimasto in carcere e dovrà ora rispettare l’obbligo di firma.

