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Docente e studioso di Kant e Popper, guidò il comune dal 1986 al 1999 e fu direttore generale della Provincia di Viterbo. Avrebbe compiuto settant’anni il 2 novembre
BOLSENA – È morto nella notte Luciano Dottarelli, per tredici anni sindaco di Bolsena, docente e studioso di filosofia. Da tempo era malato. Avrebbe compiuto settant’anni il prossimo 2 novembre. Lascia la moglie e due figli.
A Bolsena il suo nome resta legato soprattutto agli anni in cui guidò il comune, dal 1986 al 1999. Nonostante il tempo trascorso, quel periodo è ricordato ancora oggi dai cittadini con grande affetto. Di lui è rimasta soprattutto l’umanità: la capacità di ascoltare e di mettersi nei panni degli altri. Con Dottarelli sindaco le porte del municipio erano sempre aperte. Spesso era lui stesso ad andare dove c’era bisogno, quando i compaesani chiedevano la sua presenza per risolvere un problema, piccolo o grande che fosse. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un uomo buono e di grande cultura.
Il suo impegno pubblico è proseguito anche dopo l’esperienza da primo cittadino. Nel 2000 fu candidato alla presidenza della Provincia di Viterbo, dove è stato anche consigliere provinciale. Dal 2005 al 2010, con la presidenza Mazzoli, ha ricoperto il ruolo di direttore generale dell’ente. In quella veste ha seguito la formazione e l’organizzazione delle risorse umane e il percorso di certificazione ambientale Emas.
Accanto alla politica, per tutta la vita, c’è stato l’insegnamento. Fino al 2005 ha insegnato filosofia, scienze dell’educazione e storia nelle scuole superiori, con una passione che i suoi studenti ricordano. Per un periodo ha tenuto lezioni anche all’Università degli Studi della Tuscia. In seguito si è dedicato interamente agli studi filosofici, in particolare al pensiero di Immanuel Kant e Karl Popper, di cui era un profondo conoscitore. Nel corso degli anni ha pubblicato numerosi saggi e libri.
Intensa anche la sua attività di promotore culturale. È stato tra i fondatori della sezione viterbese della Società Filosofica Italiana. Nel 2013 ha dato vita al Club Unesco Viterbo Tuscia, di cui è stato presidente. Ha animato iniziative editoriali e convegni e ha promosso premi culturali come il Premio Tuscia e il Premio Bolsena Ambiente.
Questa mattina il consiglio provinciale lo ha ricordato con un minuto di silenzio, dopo le parole dell’attuale sindaco di Bolsena, Andrea Di Sorte.
La redazione si stringe attorno alla moglie, ai figli e a quanti gli hanno voluto bene, ed esprime le più sentite condoglianze. Con Luciano Dottarelli in passato, quando era attivo in politica, ci si è confrontati molte volte, e spesso da posizioni lontane: non sono mancati scontri intellettuali anche duri tra le sue idee e la nostra linea editoriale. Ma quel confronto è sempre stato condotto con correttezza e rispetto reciproco, sul piano delle idee e mai su quello personale. È anche per questo che oggi vogliamo riconoscergli ciò che gli spetta: una carriera politica integerrima, spesa al servizio della sua comunità e del territorio. Luciano Dottarelli ha meritato, e merita ancora, tutto il nostro rispetto.

