Carlo Gagliardi
FROSINONE – A Frosinone la politica è bloccata da mesi e il motivo è molto semplice: mancano i numeri. Da quando il vecchio Presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Tagliaferri, si è dimesso a fine maggio, la sedia è rimasta vuota. Da quel giorno sono passate settimane, si sono fatte diverse riunioni, ma ogni volta è finita con un nulla di fatto.
La verità è che in Comune nessuno ha la maggioranza sicura per decidere. Il sindaco Riccardo Mastrangeli si trova a guidare una coalizione che sulla carta ha i numeri per governare, ma che nella realtà è divisa. Tra consiglieri che non si presentano alle riunioni e piccoli gruppi che continuano a litigare, le ultime sedute del Consiglio sono saltate perché non c’era abbastanza gente in aula. In tutto i consiglieri sono 33, e quando si gioca sul filo di uno o due voti, basta pochissimo per far saltare il banco.
In questi giorni si è fatto molto il nome di Carlo Gagliardi come possibile soluzione (Gagliardi è un consigliere comunale eletto con l’opposizione nella Lista Marzi: proprio per questo il suo nome fa rumore: se la maggioranza di centrodestra del sindaco Mastrangeli votasse per lui – un esponente della minoranza – si tratterebbe di un vero e proprio accordo trasversale che cambierebbe gli equilibri politici in città).
La sua figura potrebbe mettere d’accordo anime diverse e sbloccare la situazione. Ma la strada è tutta in salita. I gruppi di minoranza e alcuni partiti come Forza Italia e la lista FutuRa stanno attaccando duramente. Chiedono chiarezza su quello che succede dietro le quinte e pretendono che tutte le forze politiche dicano chiaramente da che parte stanno.
Il problema più grande è che questa votazione avverrà a scrutinio segreto. Questo significa che nessuno saprà chi ha votato per chi. Da una parte, il voto segreto può aiutare a trovare un accordo a sorpresa tra partiti diversi. Dall’altra, fa molta paura a chi governa, perché nascondersi dietro la cabina permette ai cosiddetti “franchi tiratori” di cambiare idea all’ultimo momento senza metterci la faccia. Se le cose dovessero andare male anche nei prossimi giorni, c’è il rischio concreto che debba intervenire il Prefetto per sbloccare la situazione.
Questa partita non riguarda solo la scelta di chi deve gestire le riunioni del Comune. In realtà, è una sfida per capire chi comanda davvero a Frosinone e chi avrà più forza nelle prossime elezioni. Per ora, la città resta ferma a guardare la politica che fa i conti con il pallottoliere, sperando che prima o poi qualcuno trovi la soluzione.

