ROMA – Cinque giovani, ritenuti gli autori di una rapina aggravata compiuta lo scorso 10 maggio a Trastevere ai danni di un allievo maresciallo dell’Aeronautica Militare, sono stati raggiunti da misure cautelari eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere.
Si tratta di due maggiorenni italiani, di 22 e 19 anni, e di tre diciassettenni, gravemente indiziati di aver agito in concorso tra loro. I due maggiorenni, dopo un primo periodo in carcere, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in seguito all’interrogatorio di garanzia, mentre i tre minorenni sono stati collocati in altrettante comunità distinte.
I provvedimenti, disposti dal Gip del Tribunale ordinario e dal Gip del Tribunale per i minorenni, sono il frutto delle indagini condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma. Determinanti, per l’identificazione dei presunti responsabili, l’analisi delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza della zona e alcune mirate individuazioni fotografiche, che hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a loro carico.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la notte del 10 maggio l’allievo maresciallo, che passeggiava in via Garibaldi insieme a tre colleghi, sarebbe stato affiancato da un’auto Fiat Panda con a bordo cinque ragazzi. Dopo una serie di provocazioni, i giovani sarebbero scesi dal veicolo impugnando dei coltelli e avrebbero aggredito i militari, che avevano tentato di allontanarsi. Circondata dal gruppo, la vittima sarebbe caduta a terra: a quel punto gli aggressori l’avrebbero minacciata puntandole un coltello al fianco, colpita con un pugno al volto e infine derubata di smartphone, portafoglio e orologio.
Nel corso delle perquisizioni eseguite a carico di uno dei due maggiorenni indagati, i Carabinieri hanno ritrovato l’orologio oggetto della rapina, che è stato restituito al legittimo proprietario.
Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che, secondo quanto previsto dall’ordinamento, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.

