ROMA – “In carcere ho deciso di riprendermi la mia vita“. E’ la ex detenuta, oggi scrittrice cinquantenne, Paola Aceti, a raccontare la sua storia, una vita che poteva finire male, di cui lei ad un certo punto decide di imbrigliare le redini.
Cresciuta all’interno di una famiglia rigida, Paola finisce nel baratro della tossicodipendenza in seguito a frequentazioni sbagliate. Intrappolata in un tunnel di sofferenza, non riesce a vedere altro, nel suo futuro, oltre alla dose quotidiana di droga. Quando gli eventi precipiteranno, l’esperienza del carcere sarà per lei un punto di svolta.
“Il mio percorso di rinascita è nato da Rebibbia quando ho toccato il fondo“, da lì il desiderio di riscatto e di un futuro migliore che l’aiuteranno a ritrovare il benessere familiare e a uscire dalla tossicodipendenza con immensi sacrifici, quei sacrifici che oggi Paola ha messo nero su bianco perché siano di aiuto a chi, come lei, si è avvicinato alla droga.
Così nel 2020, durante il lockdown, inizia a scrivere, fino alla pubblicazione del suo primo libro: “Esiste la luce nel buio”, di Kimerik editore.
“La storia vuole essere di esempio per le persone che si ritrovano ad affrontare situazioni difficili, non per forza uguali a quelle narrate, e per i loro cari”.
Il messaggio che emerge è che certi errori possono essere evitati anche grazie al supporto di una famiglia che non si limita a impartire regole, ma che crea con i figli un rapporto affettivo fatto di fiducia e ascolto reciproco
“Il mio obiettivo è quello di aiutare chi ha avuto un vissuto simile al mio. Il momento più delicato è quando si esce dal carcere, soprattutto se non si ha una famiglia. Bisognerebbe avviare un percorso di rinserimento sociale e lavorativo per sostenere gli ex detenuti fino a quando non riescono a camminare con le loro gambe, una possibilità reale per chi vuole cambiare.”
Un percorso di rinascita che Paola vorrebbe condividere con chi pensa di non potercela fare.
“Vorrei portare la mia esperienza diretta nelle carceri, vorrei rincuorare tante famiglie e aiutare chi ancora brancola nel buio a trovare la strada verso la luce, perché la droga non è invincibile, e io ne sono la testimonianza.”

