La donna, 49 anni, è la madre di Justin Andres Asprilla Caicedo, il 22enne morto il 22 luglio nel lago. Era andata a trovarlo al camposanto con un’amica: l’auto è finita in bilico sul cavalcavia della Terni-Sulmona. È l’unica dei feriti con prognosi ancora riservata
TERNI — Aveva appena lasciato il cimitero, dove era andata a trovare suo figlio. Poche centinaia di metri dopo, la Volkswagen Polo su cui viaggiava con un’amica è stata investita da una carambola di quattro automobili e si è fermata in bilico sul cavalcavia della ferrovia Terni-Sulmona. I vigili del fuoco l’hanno estratta dalle lamiere e consegnata al personale del 118 in condizioni gravissime.
La donna, 49 anni, è ricoverata nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria di Terni con prognosi riservata: è l’unica, tra i quattro codici rossi dell’incidente, per cui i sanitari non hanno ancora sciolto la riserva. Secondo quanto appreso non sarebbe in pericolo di vita e nelle prossime ore potrebbe essere sottoposta a un intervento chirurgico.
Capodimonte – Martedì a Terni i funerali del giovane Justin morto nel lago
È la madre di Justin Andres Asprilla Caicedo. Il 22enne ternano è morto annegato il 22 luglio a Capodimonte, sul lago di Bolsena, dopo essersi tuffato da una barca a noleggio durante una gita con gli amici. L’incidente è avvenuto in prossimità dell’isola Bisentina: Justin si è tuffato e non è più riemerso, e sono stati gli amici a individuarlo sott’acqua, recuperarlo e portarlo a riva, fino a un campeggio su viale Regina Margherita. Non sono bastati il defibrillatore pubblico del Comune, l’ambulanza, l’automedica e l’eliambulanza. Originario di Cali, sulla costa pacifica della Colombia, viveva a Terni, si era laureato da poco all’Accademia di belle arti di Roma e lavorava nello staff di un locale della città. Avrebbe compiuto 23 anni il prossimo 18 settembre. In segno di lutto, La Romita Summer Club e Hypelab Events, le realtà con cui collaborava, avevano annullato i loro appuntamenti.
Ventiquattro giorni dopo, la strada che costeggia il camposanto dove riposa è diventata teatro di un secondo dramma per la stessa famiglia.
La dinamica
Erano da poco passate le 17 di domenica 16 agosto quando, all’altezza del cavalcavia sulla linea ferroviaria Terni-Sulmona, si è innescata la sequenza di urti in viale Mario Umberto Borzacchini. Le quattro vetture procedevano tutte nella stessa direzione, verso il centro città.
Coinvolte una Bmw con al volante un giovane, un’Audi con a bordo due ragazzi, la Volkswagen Polo delle due donne e una Fiat 500 con conducente e quattro passeggeri: dieci persone in tutto. [Nome Cognome] e l’amica si erano immesse in viale Borzacchini da via Lessini, subito dopo la sosta al cimitero.
I feriti sono nove, alcuni estratti dalle lamiere dai vigili del fuoco; quattro sono stati trasportati in ospedale in codice rosso. In zona è stato fatto giungere anche l’elisoccorso Nibbio del 118 regionale. I conducenti di Bmw e Audi non hanno riportato conseguenze gravi. La carreggiata è rimasta chiusa dal cimitero fino a viale dello Stadio.
Sono intervenute due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale di Terni con quattro mezzi, insieme alla Polizia di Stato con personale della squadra Volante, ai carabinieri e alla polizia Locale. Le attività di polizia giudiziaria sono in capo agli agenti dell’Ufficio infortunistica, guidato dal tenente David Rugeri.
Le indagini
Tra gli aspetti sui quali si concentrano gli accertamenti c’è la velocità tenuta dai mezzi prima dello schianto, ipotesi che la violenza della carambola rende concreta. Gli agenti hanno raccolto numerose testimonianze e acquisito immagini. Un contributo potenzialmente decisivo potrebbe arrivare da riprese effettuate con un drone poco dopo il fatto: lo strumento è stato notato in zona e le eventuali foto e video dall’alto, se messi a disposizione, consentirebbero di ricostruire la dinamica in modo definitivo. È stata interessata l’autorità giudiziaria.
Sulla morte di Justin, intanto, la procura di Viterbo aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti — atto dovuto — disponendo l’autopsia; tra le ipotesi, quella di un malore. La salma era stata portata nella camera mortuaria dell’ospedale Santa Rosa di Viterbo.

