POTENZA – Una violenta aggressione culminata in un omicidio tra le mura di casa. Maria Vittoria Carbone, 57 anni, residente a Vaglio di Basilicata, è stata trovata morta nella serata di giovedì 20 agosto nell’appartamento di Titodove viveva il figlio, Giampiero Santamaria, 31 anni.
Il giovane è stato arrestato dopo aver confessato l’omicidio durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero della Procura di Potenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tra madre e figlio sarebbe scoppiata una violenta discussione, per motivi che al momento sembrerebbero riconducibili a una questione di poco conto, forse legata alla gestione di un telefonino.
La lite sarebbe poi degenerata. Santamaria avrebbe colpito ripetutamente la madre al volto e alla testa, provocandole ferite che si sono rivelate fatali.
Quando è scattato l’allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118, che hanno tentato a lungo di rianimare la donna. Per Maria Vittoria Carbone, però, non c’è stato nulla da fare.
Gli accertamenti dovranno ora chiarire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e le cause della morte.
La vicenda si inserisce in una situazione familiare caratterizzata da una condizione di fragilità e disagio. Santamaria era stato seguito per un periodo dai servizi sociali del Comune e successivamente preso in carico dal Centro di Salute Mentale di Potenza.
Negli ultimi tempi era soprattutto il padre, Vito, ad aiutarlo. L’uomo, collaboratore scolastico molto conosciuto nella comunità di Tito, vive a pochi metri dall’abitazione del figlio.
Maria Vittoria e Vito erano divorziati da anni.
La donna, residente a Vaglio, era a sua volta seguita dai servizi sociali del territorio per una situazione di difficoltà. Si trovava a Tito per fare visita al figlio, come già avvenuto in altre occasioni.
La notizia ha profondamente colpito la comunità di Tito. Il sindaco Fabio Laurino ha espresso il proprio cordoglio, invitando anche a una riflessione più ampia sul disagio che può manifestarsi all’interno delle famiglie.
“Sarebbe opportuno riflettere non solo al compimento di queste tragedie, ma tutti i giorni”, ha sottolineato il primo cittadino, richiamando l’importanza di riconoscere per tempo le situazioni di fragilità e costruire una rete di sostegno attorno alle persone più vulnerabili.

