Sui social piovono critiche al Comune della “città che muore”. I motociclisti: “Paghiamo l’ingresso a Civita e pure il posto per due ruote”
Bagnoregio – Non è il maltempo, e nemmeno la coda sul ponte. Quello che sta agitando i motoviaggiatori diretti a Civita di Bagnoregio è molto più prosaico: il ticket per lasciare la moto.
La questione è esplosa sui social, dove un video dedicato al tema ha raccolto centinaia di commenti quasi tutti dello stesso segno. Il bersaglio è l’amministrazione comunale, accusata di aver trasformato in un salasso una tappa che per il turismo su due ruote della Tuscia è quasi obbligata.
Le contestazioni
Il refrain che ricorre nei commenti è sempre lo stesso: al biglietto d’ingresso per Civita si somma il costo della sosta, con il risultato che una gita di mezza giornata diventa una spesa non banale. Un malumore che, va detto, non nasce oggi: già tra le recensioni online si leggevano proteste di chi lamentava di pagare un euro l’ora per la moto oltre ai cinque euro per entrare nel borgo, in spazi peraltro giudicati angusti.
C’è poi l’argomento tecnico che i motociclisti sollevano ovunque in Italia: una moto occupa una frazione dello spazio di un’automobile, non congestiona il traffico e — sostengono — non dovrebbe essere tariffata con la stessa logica. Il tema è nazionale: gli stalli riservati alle due ruote sono appena il 5% del totale, il che rende spesso complicato trovare una sistemazione regolare.
Cosa prevedono le regole a Bagnoregio
Secondo le indicazioni della Pro Loco, le aree dedicate ai motocicli sono l’ex Cantina Didattica, raggiungibile attraversando il centro storico da Piazza di Porta Albana, e piazzale Battaglini, nell’area limitrofa al centro.
Nei giorni festivi e prefestivi, nel mese di agosto o in occasione di manifestazioni, quando i parcheggi sono saturi la polizia locale può chiudere la circolazione: da quel divieto i motocicli restano però esclusi.
Il nodo di fondo
Dietro la polemica c’è una tensione che riguarda tutti i borghi ad altissima pressione turistica: come finanziare i servizi — navette, pulizia, manutenzione, personale — senza scaricare il conto su chi arriva. Bagnoregio è stata tra le prime realtà italiane a introdurre un ticket d’ingresso, scelta a lungo citata come modello. Ma ogni voce che si aggiunge al conto finale rischia di alimentare la percezione, tra i visitatori, di una destinazione che si sta facendo cara.

