Centinaia di persone di ogni generazione ai funerali di Roberto Baldini, il pizzaiolo più conosciuto della città, morto a 73 anni. A officiare padre Giuseppe Cacciotti
VITERBO – Non è bastato il Duomo. Per l’ultimo saluto a Roberto Baldini, per tutti semplicemente “Giggi”, la chiesa si è riempita fino a lasciare fuori decine di persone rimaste sul sagrato. Il pizzaiolo più conosciuto della Città dei Papi è morto a 73 anni, dopo una malattia con cui aveva convissuto a lungo senza mai smettere di scherzarci sopra.
Dentro, tutte le generazioni della città: ragazzi, adulti, anziani. Molti si sono conosciuti proprio davanti al bancone di via Cairoli. Tantissimi i fiori, tanti gli attestati di stima arrivati alla famiglia.
«Dicevi che andavi a fare il tagliando»
Il ricordo più intenso è arrivato dalla nuora, Elisa Veruschi, moglie del figlio Daniele.
«Ciao Gì. Ciao Gì. Quando si entrava nel tuo locale ci salutavamo tutti così: come pari, amici, fratelli», ha letto davanti alla navata gremita.
«Oggi vogliamo ricordare la tua capacità di rapportarti con tutti, i tuoi infiniti aneddoti, il tuo impegno costante nel centro storico».
Poi il passaggio sulla malattia, affrontato con la stessa ironia che Baldini usava in vita: «Eri spesso impegnato a combattere con il tuo corpo, dicevi che andavi a fare il tagliando. Ma dicevi sempre che scoppiavi di salute, con quel sorriso che ti ha sempre contraddistinto».
E il congedo, che ha strappato applausi: «Allora diciamolo ancora una volta: ciao Gì, alla prossima».
L’omelia
A officiare le esequie è stato padre Giuseppe Cacciotti. «Oggi siamo davvero numerosi, qui, per accompagnare il nostro amico, il nostro fratello Roberto, o meglio, Giggi», ha esordito guardando la chiesa piena.
«Non siamo mai pronti a questo passaggio, e noi che restiamo lo siamo ancora meno. Non riusciamo a capire perché una persona buona, amata da tutti, come Roberto, se ne vada». Poi la consolazione: «L’unica certezza è che tutto il bene fatto in vita trovi compimento. Non tutto può ridursi nella polvere, nel silenzio o, al massimo, nei ricordi».
Il sacerdote ha ricordato anche gli incontri personali con Baldini: «Ho avuto il piacere di incontrare Giggi diverse volte e fin da subito mi sono reso conto di avere davanti una persona stimata, mite, dotata di un carattere raro e prezioso: quello dell’autoironia».
Il bancone resta aperto
In Duomo si è respirata commozione e un silenzio profondo, ma anche parecchi sorrisi: quasi ognuno dei presenti aveva un episodio da raccontare, una battuta da citare, un pomeriggio passato in via Cairoli a farsi prendere in giro.
L’eredità di Giggi, del resto, non si ferma qui. La pizzeria di via Cairoli è da tempo nelle mani del figlio Daniele, che la porta avanti con la stessa cura. Il bancone dove è passata mezza Viterbo resta al suo posto.







