«Mi manchi da far male». Nelle parole di Giorgia, Giulia, Mattia e di tutta la famiglia, il ricordo di Gabriele, 15 anni: un cugino, un fratello, un complice, capace di esserci sempre e di far stare bene chi gli era accanto. «Se avessi saputo che era l’ultima volta che uscivamo, ti avrei abbracciato fortissimo e non ti avrei più lasciato andare»
Fondi – Pubblichiamo con profonda commozione la lettera inviataci da Giorgia, una cugina di Gabriele, morto a soli 15 anni sabato scorso ad Allumiere. Davvero forte e piena d’amore che le ha dato la forza di leggerla in chiesa:
Ciao Gabri,
non so se mi stai sentendo, ma spero di sì con tutto il cuore, perché ho bisogno di parlarti un’ultima volta.
Grazie. Grazie per tutti i momenti belli insieme. Grazie per quella notte intera in chiamata con me, per avermi calmata quando mi sono lasciata e pensavo che il mondo mi crollasse addosso. Tu eri l’unico che sapeva sempre cosa dirmi. Grazie per tutte le volte in cui sei uscito con me quando non c’era nessuno. Tu c’eri sempre, anche senza che te lo chiedessi.
Mi manchi da far male. E mi pento di tutte le volte che abbiamo litigato per stupidaggini.
Per me eri come un secondo fratello, il mio migliore amico, mio cugino, il mio complice. Nonostante gli insulti, le prese in giro e tutte le altre cose che non ti dirò adesso perché mi viene da sorridere anche solo a pensarci.
Mi ricordo quando eravamo piccoli sul trampolino da nonna, io ti seguivo ovunque. Per me eri grande, eri forte, eri il mio punto di riferimento. Con te non avevo paura di niente.
E anche da grandi non è cambiato niente. Mi ricordo l’ ultima volta che a Lenola mi hai versato il prosecco sulle gambe e ridevi, quando scherzavi con Mattia e si metteva a piangere, quando hai aiutato Giorgia a scrivere a una sua vecchia amica. E a scuola, quando ci incontravamo fuori già in ritardo e correvamo dentro ridendo, o quando ti vedevo nei corridoi e mi bastava un tuo ciao per stare meglio.
Se avessi saputo che era l’ultima volta che uscivamo, ti avrei abbracciato fortissimo e non ti avrei più lasciato andare.
Domenica mi sono successe due cose che mi hanno fatto pensare a te: un lampione spento che ha iniziato a lampeggiare fino ad illuminarsi completamente mentre parlavo di te con Alex e Romilda, e una farfalla bianca che mi è volata sopra la testa al comune, proprio dove andavi sempre tu. Ho pianto perché ho sentito che eri tu.
Ci sono tantissime persone che ti vogliono bene, Gabri. Anche chi ti conosceva da poco. Perché tu eri una persona che faceva stare bene tutti anche se qualche tuo comportamento a volte non era giusto. Ma va bene così non siamo tutti perfetti. Tu eri una persona fantastica e penso che ogni persona che ti conosceva ti porterà nel loro cuore. E so che per te erano poche le persone che ritenevi importanti ma ci sono tante altre che ti ritengono importante, anche chi ti ha conosciuto da poco, perché tu riuscivi sempre a trasformare un momento brutto in uno bellissimo e importante per tutti.
Io quando ho scoperto che non c’eri più, mi sono sentita il mondo crollare addosso e adesso non riesco più ad abbracciare una persona senza mettermi a piangere perché tu eri tutto per me anche se non te l’ ho mai detto.
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Ma ora voglio ricordarti così: con il tuo sorriso, con la tua risata, con il tuo modo di far stare bene tutti. Tu sei stato il miglior cugino del mondo, anche quando mi menavi. Anzi, soprattutto allora
Ovunque tu sia ora, spero tu sia in pace. Spero Sarai sempre con me, e soprattutto sarai sempre la mia luce nell’oscurità. Brilla più che puoi
Ti vorrò per sempre bene, Gabri
Da Giulia,Giorgia,Mattia e tutta la famiglia

