Nato a Montefiascone, pretore capo a Civitavecchia negli anni Ottanta, poi alla guida del Secit al Ministero delle Finanze. Avrebbe compiuto 87 anni tra poche settimane. Lascia la moglie e due figli, tra cui la consigliera comunale Nora Costantini. I funerali venerdì pomeriggio nella chiesa di San Gordiano
Montefiascone/Civitavecchia – Ci sono magistrati che si ricordano per un processo. Mario Costantini si ricorda per un modo di stare al proprio posto.
È morto oggi, a pochi giorni dagli 87 anni che avrebbe compiuto il 27 settembre. Era malato da tempo. Lascia la moglie e i due figli, tra i quali Nora Costantini, consigliere comunale a Civitavecchia.
Da Montefiascone a Civitavecchia
Era nato a Montefiascone nel 1939, e da lì è partita una carriera che lo avrebbe portato lontano senza mai fargli cambiare passo.
A Civitavecchia arrivò negli anni Ottanta come pretore capo, in una stagione decisiva per la vita giudiziaria e istituzionale della città. Fu il periodo che lo consegnò definitivamente alla comunità: non per clamore, ma per il modo in cui esercitò le sue funzioni.
Poi la chiamata a Roma, alla guida del Secit, il Servizio centrale degli ispettori tributari del Ministero delle Finanze. Un incarico di primo piano, nel cuore di uno degli apparati più delicati dello Stato.
Due città, insomma, che gli sono rimaste addosso: quella che gli ha dato le radici e quella in cui ha lasciato il segno.
La discrezione come stile
Chi lo ha conosciuto usa sempre le stesse parole. Uomo semplice. Riservato. Lontano dai riflettori.
È una descrizione che, applicata a chi ha ricoperto incarichi di quel peso, dice molto. Costantini aveva costruito negli anni una stima trasversale, che attraversava schieramenti e appartenenze, e l’aveva costruita su due cose: il rigore nell’esercizio delle funzioni e le qualità umane riconosciute da chiunque lo avesse incrociato.
Anche dopo la fine della carriera scelse di restare fuori dalla scena pubblica. Nessuna comparsata, nessun ruolo di rappresentanza. La stessa riservatezza di sempre, portata avanti fino all’ultimo.
I ricordi di chi lo ha conosciuto
Nelle ore successive alla notizia sono arrivati numerosi messaggi di cordoglio.
Tra i primi quello di Fabrizio Barbaranelli, sindaco di Civitavecchia proprio negli anni in cui Costantini era pretore capo, che lo ha ricordato come una persona perbene, conosciuta e apprezzata anche fuori dalla vita pubblica.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Massimiliano Grasso, ha espresso le condoglianze alla collega Nora Costantini raccontando di averlo conosciuto da bambino, attraverso il rapporto di amicizia che legava le due famiglie. Ha ricordato un uomo che ha servito le istituzioni e amministrato la giustizia con rigore, ma anche con sensibilità verso le vicende umane più diverse: e ha osservato come, pur essendosi da tempo ritirato nella sua riservatezza, su di lui abbia sempre sentito soltanto parole di elogio.
Vicinanza alla famiglia è arrivata anche da Mirko Mecozzi, anche lui consigliere comunale, legato ai Costantini da un rapporto personale.
Un esempio che resta
Con Mario Costantini se ne va una figura che ha fatto della sobrietà una scelta, non un ripiego. Un magistrato che ha attraversato incarichi di grande responsabilità senza mai trasformarli in visibilità, e che per questo è diventato un riferimento per chi è venuto dopo.
Montefiascone e Civitavecchia lo salutano insieme. Le due città che ha amato, e da cui è stato ricambiato.
I funerali si svolgeranno nella chiesa di San Gordiano, alle 16 di venerdì 4 settembre.

