Palazzo Munari, sede del comune e del Consiglio comunale di Frosinone
Clamorosa mossa dell’opposizione dopo le dimissioni a catena dei vertici: “Consiglio paralizzato da tre mesi, intervenga il Prefetto”
Nel tentativo di fare chiarezza, i consiglieri si erano rivolti alla Prefettura, che ha risposto con una nota ufficiale il 18 agosto scorso. Gli uffici del Prefetto avevano spiegato che, statuto alla mano, il Vicepresidente vicario avrebbe comunque avuto il potere di restare in carica per convocare il Consiglio, così da sbloccare la situazione ed eleggere un nuovo presidente. Nonostante questa indicazione, la maggioranza che sostiene l’amministrazione ha scelto una strada completamente diversa, preferendo una sorta di autolimitazione che, a detta dei dieci, ha congelato la città.
Durante la seduta del 30 luglio, infatti, la maggioranza ha deciso che, senza un presidente formale, l’aula potesse esaminare e approvare soltanto i documenti urgenti e non rimandabili, ovvero quelli che se saltassero provocherebbero un grave danno economico o amministrativo all’ente locale. Questa scelta ha fatto scattare la dura reazione dei dieci consiglieri firmatari dell’esposto, che denunciano una palese violazione degli articoli 38 e 39 della legge nazionale che regola i Comuni.
I consiglieri fanno notare che manca quasi un anno alle prossime elezioni, e che un blocco così lungo dei lavori è previsto dalla legge solo nei pochissimi giorni che precedono il voto, non certo per mesi a causa dei litigi dei partiti. Secondo l’opposizione la città è ferma non per colpa della legge, ma semplicemente perché la maggioranza non riesce a trovare un accordo politico interno per eleggere un nuovo capo del Consiglio. L’esposto si chiude quindi con una richiesta di aiuto allo Stato e alla Prefettura, affinché si accerti la paralisi totale e si valuti lo scioglimento per ridare la parola ai cittadini.

