Mentre tutti chiudono gli occhi, la mala educazione e l’impunità alimentano il degrado
VITERBO – Bottiglie di vetro, fazzoletti sporchi e altri oggetti lanciati contro un uomo senza fissa dimora. È la scena alla quale, secondo la segnalazione arrivata al nostro giornale da una lettrice, hanno assistito alcuni cittadini nella serata di ieri, in piazza Unità d’Italia, nella zona del Sacrario.
Protagonisti sarebbero stati un gruppo di ragazzini, tutti minorenni, che si trovavano sui gradoni che delimitano la piazza e che, con la loro conformazione, la circondano quasi a formare un anfiteatro.
Il bersaglio sarebbe stato un senzatetto che da tempo frequenta la zona e che non ha mai creato problemi ai residenti o alle attività della zona. I ragazzi avrebbero iniziato a lanciargli contro diversi oggetti, arrivando anche a utilizzare bottiglie di vetro.
«È stata una scena raccapricciante», racconta la lettrice nella segnalazione inviata alla nostra redazione. Un episodio che, al di là delle responsabilità individuali che dovranno eventualmente essere accertate, riaccende il tema della sicurezza e del degrado in una delle zone più frequentate del centro cittadino.
La vicenda assume inoltre un significato particolare perché, osserva la segnalazione, dimostra come episodi di violenza, inciviltà e degrado non possano essere ricondotti automaticamente alla presenza di cittadini stranieri. In questo caso, infatti, il comportamento descritto sarebbe riconducibile a ragazzi italiani e visibilmente minorenni.
Il problema, non solo secondo la lettrice, sarebbe più ampio e riguarderebbe una progressiva perdita di controllo di alcune aree della città: dalla maleducazione agli episodi di spaccio, passando per atteggiamenti sempre più arroganti e per una percezione di sicurezza che, soprattutto nelle ore serali, appare fragile.
E il Sacrario, secondo la segnalazione, rappresenterebbe una delle cosiddette «zone d’ombra» della città. In senso letterale e non solo metaforico: l’illuminazione di alcune aree viene giudicata insufficiente, mentre i controlli, sempre secondo il racconto della lettrice, non sarebbero abbastanza frequenti da costituire un efficace deterrente.
Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale, da molte persone e commercianti (e da tanto tempo) condivisa: «Dovrebbe intervenire come può, intanto attivando sistemi di videosorveglianza reali e non solo a parole e migliorando la luce sulla piazza».
La segnalazione pone ancora una volta una questione che va oltre il singolo episodio: quella della qualità della vita e del rispetto delle regole negli spazi pubblici. In una città ben gestita, il senzatetto sarebbe stato da tempo assistito dai servizi sociali e quei giovani, non andrebbero in giro di notte a creare problemi di questo tipo.
Perché una piazza, soprattutto nel cuore della città, non può trasformarsi in un luogo nel quale la presenza di una persona fragile diventa occasione di scherno, aggressione o divertimento per qualcuno.

