L'ospedale 'Santa Maria Goretti' di Latina
Un uomo di 32 anni fuori di sé ha aggredito il personale. I sindacati infuriati: “I medici non possono lavorare con la paura, serve tolleranza zero”
I due esponenti sindacali hanno spiegato che non si può continuare ad assistere a una sequenza continua di aggressioni, minacce e intimidazioni come se fare il medico o l’infermiere comportasse per forza questo tipo di rischi. Il Pronto Soccorso non può diventare una zona franca dove il personale è esposto ogni giorno alla violenza della gente, perché chi lavora per curare i cittadini ha il diritto di farlo in condizioni di massima sicurezza e dignità.
Il caso del Goretti dimostra che intervenire dopo che l’aggressione è già avvenuta non serve a nulla, ma serve invece una strategia di prevenzione seria, strutturale e permanente. Per questo motivo Giuliano e Del Gais chiedono che vengano rinforzati subito i sistemi di sicurezza dentro i Pronto Soccorso.
Questo deve avvenire garantendo una presenza fissa e adeguata delle forze dell’ordine, un servizio di vigilanza privata davvero efficace, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la creazione di protocolli d’intervento immediato quando scattano le situazioni di rischio. Inoltre, il sindacato chiede che le aziende sanitarie coinvolgano concretamente i rappresentanti dei lavoratori nella valutazione dei rischi e nella scelta delle misure protettive, senza affidare la vita degli operatori all’improvvisazione o alla buona volontà del singolo professionista.
L’UGL Salute sottolinea che le aggressioni al personale sanitario sono ormai una vera e propria emergenza nazionale. Proprio per questo il sindacato ha ribadito più volte che, oltre a punire severamente chi aggredisce, serve una politica strutturale che protegga i lavoratori prima che succeda il peggio. A Latina la pazienza è finita e Fabiola Del Gais ha chiarito che nessuno è più disposto ad accettare che la paura diventi parte integrante della giornata lavorativa degli operatori sanitari.
Per questo l’UGL Salute Latina continuerà a vigilare sulla sicurezza del Goretti e di tutte le altre strutture della provincia, e ha già annunciato che chiederà un confronto immediato con la direzione dell’azienda sanitaria e con le istituzioni per trovare e attuare subito le contromisure necessarie. Non si tratta di chiedere dei privilegi, conclude Gianluca Giuliano, ma delle condizioni minime per poter lavorare, ricordando che la sicurezza di chi cura fa parte della qualità del servizio sanitario.
Chi aggredisce un operatore attacca un presidio fondamentale dello Stato e della collettività, e per questo servono prevenzione, presenza dello Stato e certezza della pena, perché la tolleranza deve essere pari a zero.

