Una delle statue religiose decapitate a Frosinone e provincia
La Squadra Volante ne accerta l’assenza durante il controllo serale. Ora la sua posizione giudiziaria si aggrava
L’ultimo episodio in ordine di tempo si è consumato intorno alle 20:45 di ieri. Una pattuglia della Squadra Volante si è recata presso l’abitazione della donna per uno dei consueti controlli di routine volti a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Al momento del controllo, però, i poliziotti hanno accertato l’assenza della donna. La pattuglia ha atteso invano il suo rientro per poi far scattare l’inevitabile deferimento in stato di libertà.
Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. L’episodio rappresenta solo l’ultimo capitolo di una lunga scia di violazioni commesse dalla stessa indagata, già “evasa” dalle mura domestiche in molteplici occasioni precedenti. Una condotta recidiva che solleva forti dubbi sulla reale efficacia della misura cautelare meno afflittiva nei suoi confronti.
La donna si trova ristretta ai domiciliari a seguito di una delicata attività d’indagine condotta nei mesi scorsi. Secondo gli inquirenti, infatti, la donna è gravemente indiziata di aver commesso una serie di atti sacrileghi ai danni di statue sacre nel capoluogo ciociaro. I raid vandalico-religiosi si sarebbero concentrati in un arco temporale compreso tra gennaio e aprile di quest’anno, destando profondo scalpore e indignazione all’interno della comunità locale.
Nonostante la gravità delle accuse e il clamore mediatico suscitato dalle sue azioni sui simulacri religiosi, la donna ha continuato a mostrare una totale insofferenza verso i provvedimenti restrittivi. La nuova violazione serale è stata puntualmente trasmessa all’Autorità Giudiziaria, che ora potrebbe decidere per un inasprimento della misura cautelare, non escluso un possibile trasferimento in carcere.

