L'onorevole Nicola Ottaviani al convegno Ance svoltosi sabato mattina a Fiuggi
Il deputato al convegno dei costruttori: “La provincia diventerà un’alternativa accessibile alla Capitale. Serve una visione d’area vasta tra pubblico e privato”
FROSINONE – “L’Alta Velocità non deve essere considerata soltanto come un’infrastruttura destinata a ridurre i tempi di percorrenza. Può rappresentare una vera e propria leva di sviluppo per l’intero territorio della provincia di Frosinone”.
È quanto ha sottolineato l’onorevole Nicola Ottaviani, intervenuto sabato mattina al convegno di ANCE a Fiuggi, dedicato alle prospettive del settore delle costruzioni, alle infrastrutture e alla trasformazione del territorio.
“Oggi circa duecento treni attraversano quotidianamente questo territorio – ha osservato Ottaviani – ma il tema non è soltanto arrivare. È quanto tempo occorre per arrivare. La possibilità di raggiungere il centro di Roma in circa 32-34 minuti modifica completamente la percezione delle distanze e apre scenari nuovi per cittadini, imprese e investitori”.
Secondo Ottaviani, il punto centrale è comprendere che una grande infrastruttura non può essere concepita come un collegamento a senso unico.
«Non deve essere una strada a senso unico, nella quale il nostro territorio serve semplicemente a collegare Roma. Deve esserci un ritorno. Ed è proprio qui che entrano in gioco gli imprenditori del comparto delle costruzioni».
L’Alta Velocità, infatti, può incidere anche sulle dinamiche abitative della Capitale e delle aree immediatamente circostanti.
«Roma negli ultimi quindici-vent’anni ha conosciuto una progressiva difficoltà sul fronte della residenzialità accessibile. I prezzi delle abitazioni hanno raggiunto livelli che spingono molte famiglie a cercare casa in territori sempre più lontani dalla Capitale, come i Castelli Romani, Pomezia o Latina, affrontando però tempi di percorrenza maggiori».
«Se invece un territorio come la provincia di Frosinone può essere collegato al centro di Roma in poco più di mezz’ora – ha aggiunto Ottaviani – allora si apre una prospettiva completamente diversa. Si può vivere in provincia, con una qualità della vita diversa, mantenendo però un collegamento rapido con la Capitale».
Per l’esponente politico della Lega, è proprio in questo passaggio che il ruolo del settore delle costruzioni diventa strategico.
«Una grande infrastruttura produce effetti che vanno ben oltre la stazione o la linea ferroviaria. Genera la necessità di nuove abitazioni, servizi, parcheggi, collegamenti, strutture ricettive, attività commerciali e produttive. Può favorire la rigenerazione urbana, il recupero delle aree dismesse e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente».
Ottaviani ha quindi richiamato l’attenzione sugli investimenti infrastrutturali programmati sul territorio, tra cui un intervento da circa 125 milioni di euro.
«Dobbiamo iniziare a ragionare con una visione di area vasta. Non dobbiamo limitarci a pensare alla realizzazione della singola opera, ma a ciò che può nascere intorno a essa».
«Nei prossimi anni – ha proseguito – possiamo trovarci davanti alla possibilità di sviluppare un nuovo aggregato urbano, una nuova realtà urbanistica, con servizi moderni, collegamenti efficienti e una qualità della vita elevata».
Da qui l’appello al mondo dell’impresa e delle costruzioni: «ANCE e il mondo imprenditoriale devono essere parte di questa fase. Le infrastrutture pubbliche possono creare le condizioni, ma poi è necessario che il capitale privato sappia intercettare le nuove opportunità e trasformarle in investimenti, occupazione e sviluppo».
«La vera sfida – ha concluso Ottaviani – è fare in modo che l’Alta Velocità non sia semplicemente un’infrastruttura che attraversa il nostro territorio, ma diventi un’infrastruttura che produce valore per il nostro territorio. Se sapremo programmare oggi ciò che servirà domani, potremo trasformare una nuova connessione ferroviaria in una grande occasione di crescita economica, urbanistica e sociale per tutta la provincia».

