L'ingresso del Parco Falcone e Borsellino
I consiglieri di minoranza segnalano presunte difformità nei lavori da 5,5 milioni di euro e chiedono l’acquisizione dei documenti tecnici
LATINA – I lavori al Parco Falcone e Borsellino di Latina finiscono nel mirino della Procura europea. Gli otto consiglieri comunali di opposizione (Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032) hanno firmato un esposto indirizzato all’Eppo, l’organismo che vigila sull’uso dei fondi dell’Unione Europea. Al centro del caso c’è il progetto di riqualificazione dell’area verde, un’opera finanziata con 5,5 milioni di euro provenienti dal Pnrr.
Le minoranze avevano già espresso forti dubbi durante le riunioni delle commissioni consiliari (Pianificazione, Lavori pubblici e Trasparenza), in Consiglio comunale e sui media. Ora, quelle perplessità sono diventate una denuncia ufficiale. I consiglieri chiedono alla Procura europea di esaminare i fatti e di valutare l’apertura di un’indagine, acquisendo tutti i documenti tecnici e contabili sia presso il Comune di Latina sia presso le autorità che gestiscono i fondi europei.
I dubbi principali riguardano le nette differenze tra il progetto iniziale e i lavori effettivamente realizzati. Nell’esposto vengono elencati molti dettagli: una recinzione diversa dal previsto, i cigli in travertino più piccoli del normale e i tubi per la raccolta della pioggia con un diametro inferiore. Sotto accusa ci sono anche i bulloni della recinzione lasciati esposti al maltempo e il prezzo della pavimentazione drenante in Levostab, che a Latina sarebbe costata molto di più rispetto ad altri Comuni.
La denuncia segnala inoltre che la recinzione della pista di pattinaggio sarebbe stata solo riverniciata invece che sostituita. A questo si aggiungono i dubbi sui tombini storici, i ritardi sui tempi di consegna e le delibere usate per spendere altri soldi per le finiture. La maggioranza ha difeso i lavori, ma le risposte non hanno convinto l’opposizione.

