Il piano di salvataggio si articolerà in due tranche separate, la prima delle quali ha carattere di massima emergenza
VITERBO – Un’iniezione di liquidità vitale per salvare uno dei complessi architettonici più importanti di piazza Crispi. È in arrivo un maxi finanziamento statale da un milione di euro destinato al restauro e alla messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria della Verità. L’operazione è stata sbloccata grazie a un accordo strategico siglato tra la Prefettura e il Comune di Viterbo: sarà proprio Palazzo dei Priori ad assumere il ruolo di stazione appaltante, facendosi carico della gestione operativa del cantiere.
Il piano di salvataggio si articolerà in due tranche separate, la prima delle quali ha carattere di massima emergenza. Con un importo di 140mila euro, questo lotto iniziale andrà a sanare le gravi criticità strutturali emerse lo scorso 26 marzo, quando i Vigili del Fuoco, nel corso di un’ispezione, avevano riscontrato preoccupanti lesioni sulla quinta capriata a partire dal presbiterio. Come messo nero su bianco dalla delibera di giunta numero 302, approvata il 9 ottobre, le impalcature dovranno essere montate nel più breve tempo possibile, bypassando i tempi di attesa per la progettazione della fase successiva. L’obiettivo primario è chiaro: restituire ai fedeli l’utilizzo in sicurezza dell’intero spazio liturgico, interdetto ormai da quasi sei mesi.
Successivamente scatterà la seconda fase dei lavori, la più consistente dal punto di vista finanziario. Con un budget di 640mila euro, il cantiere si concentrerà sul restauro e sul risanamento conservativo dell’intera copertura dell’edificio storico. Entrambi i progetti hanno già incassato il via libera definitivo della Soprintendenza, arrivato lo scorso 8 settembre.
Questa operazione rappresenta una fondamentale boccata d’ossigeno per l’immenso, ma sempre più vetusto, patrimonio immobiliare gestito dal “Fondo edifici di culto” (Fec). Una gestione storicamente rallentata dalla cronica carenza di personale ministeriale, che oggi trova un nuovo slancio operativo grazie a una direttiva del Ministero dell’Interno varata nell’aprile del 2022. La norma, pienamente recepita nell’operazione viterbese, consente proprio alle amministrazioni comunali di trasformarsi in stazioni appaltanti, eseguendo materialmente i lavori con fondi garantiti dal bilancio dello Stato e accelerando così la tutela dei beni storici sul territorio.

