CIVITAVECCHIA – “Mi trovo costretta, mio malgrado, a rispondere per porre fine a questa storia tanto dolorosa quanto drammatica, sicuramente singolare”. L’avvocata Donatella Convertini risponde alle ultime dichiarazioni di Nedo Pierozzi, che da circa tre mesi vive in una tenda a seguito della separazione con la moglie.
“Sono costretta a precisare che tutto quanto da me affermato è verificabile poiché sono atti pubblici – prosegue la nota -, invero la famosa casa di campagna è stata posta in vendita su idealista.it dall’Agenzia immobiliare al prezzo che mal si attaglia con la descrizione fatta da Nedo Pierozzi come una casa deruta. Per ciò che concerne la casa dei genitori, senza voler precisare i metri quadri essa è composta da due bagni, una cucina, un corridoio lunghissimo tre camere da letto e un soggiorno, a detta della mia assistita.
Devo precisare che Nedo Pierozzi non versa nulla per le spese straordinarie né di mantenimento, non ha mai lavorato e ha sempre provveduto la mia assistita al mantenimento dei figli e dello stesso Nedo Pierozzi, come dallo stesso affermato innanzi al Giudice in sede processuale. Per ciò che concerne la sua quota facente parte del reddito percepito dal nucleo familiare, stante che Nedo Pierozzi risulta ad oggi facente parte dello stato di famiglia con la relativa residenza, si precisa che la quota a lui destinata ammonta a 200 euro che vengono trattenute dalla mia assistita come mantenimento previsto dal Giudice, come da accordi tra gli stessi. Non versa le spese straordinarie ovvero: spese di istruzione, del dentista, della palestra per il figlio minorenne, ed altre spese, tutte spese sostenute dalla mia assistita.
Per quanto riguarda lo scooter c’è da dire che lo stesso necessita di benzina ed assicurazione e bollo annuale, somme che potrebbe destinare al benessere dei figli lo stesso dicasi per il SUP (tavola da surf con cui si sta in piedi) acquistato, secondo quanto da lui affermato a rate, essendo uno bene esclusivamente voluttuario avrebbe potuto utilizzare queste somme sempre i figli, atteso che hanno sempre avuto ottimi rapporti con lui e lo incontravano ovunque, senza problemi. Pertanto, non si comprende l’utilizzo strumentale di un oggetto voluttuario quanto inutile come mezzo per incontrare i figli, cosa non vera.
Per quanto riguarda la violazione della privacy per gli immobili di proprietà della famiglia voglio precisare che non è assolutamente violazione della privacy, in quanto sono atti pubblici e per quanto riguarda la vendita è pubblicizzata su idealista.it.
Pierozzi avrebbe dovuto quanto meno dire che il suo articolo iniziale non voleva ledere né la moglie e né i figli con i quali ha sempre avuto un rapporto civile e cordiale da quando è uscito dall’immobile, ma aveva il solo scopo di far impietosire le istituzioni per farsi assegnare immeritatamente una casa popolare.
D’altra parte Pierozzi non è né il primo né l’ultimo in questa situazione, se tutti dovessero fare come lui sarebbe sufficiente scrivere articoli sui giornali per avere assegnazione di immobili, e comunque si fa rilevare che la sua posizione rispetto ad altri è sicuramente privilegiata, atteso che ha una famiglia molto unita, visto gli interventi pubblici della madre, che possiede immobili e potrebbe e sarebbe doveroso ospitarlo ed aiutarlo.
Ciò che mi consta e che preme rilevare che ad oggi da questa situazione viene lesa esclusivamente la figura della mia assistita e dei figli con illazioni subdole da parte di leoni da tastiera, come si evince da tutti i commenti postati, arrecando danni agli stessi con questa storia che Nedo Pierozzi ha voluto rendere pubblica in maniera del tutto arbitraria e peregrina.
Io stessa, come legale della moglie di Nedo Pierozzi, mi sono trovata costretta a difendere la mia assistita e i figli da questa vergognosa gogna mediatica, soprattutto da chi non conoscendo la verità ha scritto post offensivi nei confronti della mia assistita e dei figli.
Per quanto riguarda la pensione di invalidità civile (denominata 104) ricordata e menzionata sempre da Nedo Pierozzi, chi di dovere dovrebbe verificare la congruità della stessa.
Continuerò ad esercitare la mia strenua ed instancabile difesa della mia assistita e dei suoi figli, per ricostruire la verità fattuale, documentata e documentabile in ogni sede e social compresi”.

