Una moschea in pieno centro, è questo l’obiettivo della comunità islamica locale sul quale il primo cittadino ha scelto di non rispondere alle domande della troupe
CIVITAVECCHIA – Il caso del centro islamico nel cuore storico di Civitavecchia travalica i confini locali e approda sulle reti televisive nazionali, accendendo i riflettori su un’intricata vicenda fatta di tensioni sociali, sospetti di irregolarità urbanistiche e silenzi istituzionali. A portare la questione alla ribalta nazionale è stato un servizio del Tg4, andato in onda su Rete 4 e firmato dal giornalista Alessio Fusco, che ha documentato quanto sta accadendo in via dei Granari 21, sede del centro culturale islamico “Iqrah”.
Al centro dell’inchiesta giornalistica c’è il progetto per l’acquisto e la trasformazione dei locali in una vera e propria moschea stabile. Come emerso da un volantino distribuito ai fedeli e rilanciato anche dal quotidiano Libero, è stata infatti avviata una strutturata raccolta fondi per raggiungere la cifra complessiva di 120mila euro. Nel documento si fa riferimento a una capienza totale di 120 posti, indicando il costo di “1.000 euro per un posto” di preghiera. Intercettato dalle telecamere di Mediaset, un referente della struttura ha tuttavia ridimensionato la natura della richiesta economica, spiegando che non si tratta di un versamento fisso obbligatorio ma di un’offerta libera, in cui ciascuno contribuisce secondo le proprie possibilità con donazioni da 10, 20 o 50 euro.
Ma il progetto di espansione si innesta su un tessuto urbano già fortemente esasperato dai precedenti degli ultimi mesi. Il servizio di Rete 4 ha infatti ripercorso le tappe che hanno infiammato il quartiere, a partire dallo scorso 20 marzo, quando decine di fedeli musulmani occuparono e bloccarono la carreggiata all’esterno del centro per riunirsi in preghiera all’aperto. Un episodio che scatenò la dura reazione degli abitanti della zona: «Siamo in Italia o siamo in Iran? Vogliamo conservare i nostri principi oppure li mettiamo in vendita a chiunque?», è lo sfogo amaro di un residente ai microfoni del telegiornale. Una scena identica si è poi ripetuta il 27 maggio seguente, ma con una sostanziale differenza: in quell’occasione fu direttamente il Comune a concedere i permessi, chiudendo la strada al traffico e lasciando i residenti con le automobili bloccate nei parcheggi sotto casa.
Oggi, a rendere il quadro ancora più esplosivo, sono le gravi problematiche di natura edilizia e amministrativa sollevate dai cittadini e portate avanti dalla Lega, che ha acceso un faro sulla regolarità dei locali di via dei Granari attraverso esposti inviati alla Polizia locale e agli uffici comunali. Ai microfoni del Tg4, l’esponente della Lega di Civitavecchia, Manuel Gregori, ha tracciato un quadro netto delle criticità emerse: «Sembrerebbe dalle carte che è tutto abusivo, non c’è un cambio di destinazione d’uso dell’immobile».
Di fronte a una situazione che sta generando evidenti tensioni sociali nel centro storico e a precise contestazioni sulla legittimità urbanistica della struttura, resta però il muro di silenzio innalzato da Palazzo del Pincio. Come sottolineato in chiusura dal servizio di Rete 4, la troupe televisiva ha tentato di chiedere conto della vicenda direttamente al sindaco di Civitavecchia, Marco Piendibene, il quale tuttavia si è sottratto al confronto sulle criticità emerse, facendo sapere di non voler rilasciare alcuna intervista sul tema.

