ORTE – Frequentare un corso di nuoto insieme agli altri bambini per condividere un’esperienza sportiva inclusiva. È la richiesta dei genitori di Giulio, un bambino di sette anni con una diagnosi di disturbo dello spettro autistico a funzionamento lieve, e che coinvolge l’impianto comunale di Orte gestito in concessione dall’ASD Inclusive Team.
La famiglia contesta le modalità con cui sarebbe stata gestita la richiesta di iscrizione del figlio ai corsi collettivi e chiede che gli venga data la possibilità di partecipare alle lezioni insieme ai coetanei.
“Nonostante i ripetuti tentativi di iscrizione – fanno sapere i genitori -, la direzione dell’impianto ha opposto un netto e immotivato rifiuto, adducendo motivazioni apertamente discriminatorie, sostenendo a voce che il bambino ‘potrebbe avere crisi e creare problemi agli altri bambini e agli istruttori’, pretendendo l’esclusivo ricorso a percorsi individualizzati e segreganti, e arrivando a fargli perdere l’intera passata stagione sportiva“.
La struttura, dunque, ha previsto un percorso individualizzato. Modalità applicata da molte altre strutture per casi simili.
La soluzione può rispondere a necessità organizzative e di assistenza, ma non coincide con la richiesta avanzata dalla famiglia di Giulio: partecipare a un corso collettivo, insieme agli altri bambini, per favorire anche la socializzazione.
È proprio su questo punto che si concentra la protesta dei genitori.
“Di fronte alla chiusura totale della gestione, abbiamo attivato una rete di tutela rigorosa e formale – proseguono i genitori -. Abbiamo sottoposto la questione a Fin (Federazione Italiana Nuoto), Asi e Procura Generale del Coni, chiedendo i provvedimenti disciplinari del caso e la revoca dell’affiliazione. Sono stati investiti formalmente il sindaco di Orte Dino Primieri e la vicesindaca Antonella Claudiani“.
Al di là delle diverse posizioni, la vicenda tratta un tema delicato: conciliare le esigenze individuali dei bambini con disabilità con la partecipazione alle attività sportive insieme ai propri coetanei. L’individuazione di un percorso adeguato, spesso, può risultare di difficile collocazione e provocare, come in questo caso, disguidi tra le parti.
“Nostro figlio Giulio – concludono i genitori – desidera semplicemente frequentare un normale corso di nuoto insieme ai suoi coetanei, in un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso della sua dignità”.

