Con la delibera n. 1400 del 29 ottobre 2026 l’Azienda dichiara nulli gli adeguamenti ISTAT e la transazione firmati nel 2022 sotto la direzione di Maria Paola Corradi e porta la società in Tribunale. È la stessa storia che Etruria News racconta dal 2024, mentre chi la scriveva veniva trascinato davanti ai giudici. Adesso fuori la verità sull’appalto dell’elisoccorso
ROMA – Per anni ci hanno detto che esageravamo. Che le nostre erano insinuazioni, ricostruzioni di parte, attacchi personali. Ci hanno querelato, denunciato, trascinato nelle aule di giustizia. Oggi a dire che avevamo ragione è l’Ares 118, con un atto ufficiale.
La delibera n. 1400 porta la firma del direttore generale dimissionario Narciso Mostarda (al quale dedicheremo un articolo a parte e descriveremo la sua inadeguatezza e incapacità a ricoprire il ruolo affidatogli dal governatore Francesco Rocca), che ha appena comunicato al personale, con una lettera di saluto, la decisione di lasciare l’incarico. Uno degli ultimi atti della sua gestione è anche il più pesante: gli atti con cui la gestione Corradi pagò alla Heart Life Croce Amica circa 3,5 milioni di euro sono dichiarati nulli “per violazione di norme imperative”. Soldi che, scrive l’Azienda, non erano dovuti e devono tornare nelle casse pubbliche.
Non è un dettaglio burocratico. È l’amministrazione stessa che certifica di aver gestito per anni il servizio di emergenza del Lazio fuori dalle regole. Ed è la smentita più netta, scritta su carta intestata, di chi in questi anni ha provato a zittire questa testata.
Cosa dice la delibera 1400
La delibera, proposta dalla U.O.C. Acquisizione e Gestione Beni e Servizi e approvata con il parere favorevole del direttore amministrativo e del direttore sanitario, colpisce tre atti del 2022:
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la delibera n. 932 del 13 ottobre 2022, che riconosceva alla Heart Life Croce Amica adeguamenti ISTAT per 948.041,09 euro;
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la delibera n. 1101 del 29 novembre 2022, che ne aggiungeva altri 588.378,01;
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l’accordo transattivo del 18 novembre 2022 (prot. 7548/2022), con cui l’Ares chiuse il contenzioso aperto dalla società al TAR del Lazio.
Tutti vengono dichiarati nulli, con effetto retroattivo, “come mai esistiti nel mondo giuridico”. Le somme pagate a titolo di revisione prezzi, circa 3.545.114,10 euro secondo la ricognizione della Contabilità e il calcolo dell’ANAC, sono qualificate come indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 del codice civile.
Regione Lazio – Gli appalti e proroghe sulle ambulanze assegnati dall’Ares 118 sono illegittimi
Il motivo è semplice, e lo scrive la stessa Azienda: la revisione dei prezzi spetta solo alle proroghe legittime, previste fin dal contratto. Le proroghe concesse alla Heart Life dopo la scadenza del 2018 erano invece, nella sostanza, nuovi affidamenti senza gara. Quindi nessun diritto all’adeguamento.
La società non ha restituito nulla. Dopo l’avvio del procedimento di annullamento, notificato con la nota prot. 24813 del 31 ottobre 2025, ha presentato osservazioni e ha impugnato l’atto davanti al TAR. Ora l’Ares dà mandato all’Ufficio legale di citarla in Tribunale per la restituzione integrale, con interessi, rivalutazione e spese.
C’è poi un passaggio che dice molto. L’Azienda ammette di non poter trattenere le somme dai pagamenti correnti: la cifra è troppo alta, il servizio è essenziale e la società potrebbe avere difficoltà a pagare gli stipendi. In altre parole, l’Ares chiede indietro 3,5 milioni alla stessa impresa a cui continua ad affidare le ambulanze.
Il sistema Corradi: sei anni di proroghe, poi il regalo da 3,5 milioni
Tutto comincia nel dicembre 2015. L’Ares 118, guidata da Maria Paola Corradi, firma i contratti n. 3 e 4/2015 con due raggruppamenti di imprese capeggiati dalla Heart Life Croce Amica, società riconducibile ai fratelli Antonio e Francesco Calderone. Valore iniziale circa 63 milioni, durata tre anni. È l’inizio di un rapporto che, sotto la sua direzione, non conoscerà più la parola gara.
I contratti scadono nel novembre 2018. La nuova gara non arriva mai. Arrivano proroghe su proroghe, per sei anni, mentre le “gare ponte” falliscono una dopo l’altra, deserte o annullate. L’ANAC, con la delibera n. 292 del 12 giugno 2024, mette il sigillo sul conto: oltre 262 milioni di servizi affidati, circa 198 dei quali sottratti a qualsiasi confronto concorrenziale. Un mercato congelato, per anni, a vantaggio degli stessi operatori.
Poi il 2022. In un mese e mezzo, tra ottobre e novembre, la gestione Corradi riconosce alla Heart Life gli adeguamenti ISTAT per il periodo dicembre 2016 – agosto 2022, “a saldo e stralcio”, e chiude con una transazione il ricorso della società al TAR. Rivalutazioni su contratti morti da quattro anni. L’ANAC lo scrive senza giri di parole: quella rivalutazione dimostra che le proroghe servivano in realtà a tenere in vita i contratti del 2015. Oggi l’Ares aggiunge l’ultimo tassello: quei pagamenti erano nulli.
Le domande che poniamo dal 2024 restano senza risposta. Chi ha deciso di pagare una revisione prezzi che la legge non consentiva? Su quali pareri? Perché, invece di bandire una gara vera, si è scelto di chiudere il contenzioso pagando? E perché la Regione, che doveva vigilare, non ha mai fermato nulla?
Maria Paola Corradi, intanto, non ha pagato alcun prezzo. Dopo dodici anni al vertice dell’Ares è stata promossa alla guida del San Giovanni, con la delega per il Giubileo. Chi ha firmato gli atti che oggi la stessa Azienda definisce nulli siede ancora ai vertici della sanità laziale. Chi li ha raccontati, invece, ha dovuto difendersi in Tribunale.
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Querele e denunce: il tentativo di imbavagliare un giornale
Etruria News ha cominciato a raccontare questa storia nel marzo 2024. Le proroghe infinite, gli ampliamenti oltre il quinto d’obbligo, le ambulanze pagate a peso d’oro, gli adeguamenti ISTAT su contratti scaduti. Ogni articolo era accompagnato dai documenti: delibere, contratti, verbali, la pronuncia dell’ANAC. Nessuna fonte anonima, nessun “si dice”. Carte.
La risposta dell’ex direttrice generale non è mai arrivata nel merito. Nessuna smentita documentata, nessun chiarimento pubblico sulle proroghe o sui pagamenti. Sono arrivate invece querele e denunce, numerose, contro questa testata e contro il suo direttore Paolo Gianlorenzo. Molte delle quali sono già state archiviate.
In una di queste il Gip ha messo nero su bianco ciò che sosteniamo da sempre: quanto pubblicato era vero e continente rispetto all’attualità della notizia. L’opposizione all’archiviazione presentata dalla manager è stata respinta anch’essa.
Chiamiamo le cose con il loro nome. Querelare un giornalista che pubblica atti pubblici, senza mai contestarne i contenuti, non è difesa della reputazione. È un tentativo di censura. Serve a logorare, a far spendere tempo e denaro, a mandare un messaggio a chiunque altro voglia scrivere. E il fatto che oggi sia la stessa Ares a certificare la nullità di quegli atti rende quelle iniziative ancora più gravi.
Lo stesso copione si è visto alla ASL Roma 4: l’affidamento “d’urgenza” delle ambulanze a Civitavecchia, difeso dalla direzione accusandoci di mancare di professionalità, è stato poi bocciato dall’ANAC con il parere n. 29 del 3 febbraio 2026. Cambiano i nomi, il metodo resta: attaccare chi scrive invece di rispondere su ciò che è scritto.
Il metodo di questa testata, invece, è sempre stato uno: lavorare per tabula, sulle carte. È un metodo che espone. Espone a chi ha i mezzi per sostenere cause per anni. Ma ha un vantaggio che nessuna querela può cancellare: alla fine, le carte parlano. E oggi hanno parlato.
Ora la delibera vada in Procura e alla Corte dei conti
C’è un paradosso che non si può più tacere. In questo Paese capita sempre più spesso che un giornalista venga rinviato a giudizio sulla sola base di una denuncia, senza che nessuno entri nel merito di ciò che ha scritto. Il giornalista paga subito, in tempo, denaro e reputazione. Poi, anni dopo, sono gli stessi enti pubblici a confermare con atti ufficiali ciò che aveva pubblicato.
Per chi ha firmato quelle delibere, invece, finora non è successo nulla. Eppure la delibera 1400 parla di atti nulli, di somme indebite, di un arricchimento non giustificato a danno dell’erario. Non sono parole nostre. Sono parole dell’Ares 118.
Per questo chiediamo che la delibera sia trasmessa senza indugio alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale della Corte dei conti (cosa che comunque faremo noi certi che Narciso Mostarda meglio conosciuto come il Ponzio Pilato dell’Ares 118 non lo farà).
Spetta a loro, e solo a loro, stabilire se in quelle scelte ci siano reati o responsabilità per danno erariale, e di chi. Ma dopo un atto del genere il silenzio delle istituzioni non sarebbe più prudenza: sarebbe complicità con l’oblio.
Questa inchiesta non finisce qui. Restano da chiarire le responsabilità di chi ha firmato, di chi in Regione doveva controllare e non l’ha fatto, di chi in questi anni ha preferito querelare invece di rispondere. Noi continueremo a fare l’unica cosa che sappiamo fare, e che nessuna denuncia ci impedirà di fare: leggere le carte e pubblicarle.
Leggi la delibera Ares 118 n. 1400 del 29 ottobre 2026 [allegato].
Non è finita qui. Dobbiamo raccontare dei “timori” del dg Mostarda che stile Badoglio o Schettino ha abbandonato una nave che sta affondando sotto colpi di inchieste giudiziarie e verità da troppo tempo nascoste. Perché non ci dicono dell’appalto dell’elisoccorso? Gli aggiornamenti li scriveremo noi mentre qualcuno che dovrebbe tutelare l’immagine della regione Lazio (ufficio anticorruzione e altri) sembrano dormire allegramente mentre i soldi svaniscono nel nulla.
Gli articoli della nostra inchiesta:
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Ares 118 nella bufera, Anac e Agenzia delle Entrate affondano la Dg Corradi (29 marzo 2024)
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Gli appalti e proroghe sulle ambulanze assegnati dall’Ares 118 sono illegittimi (15 luglio 2024)
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Anac accusa l’Ares 118 di gravissime irregolarità negli affidamenti diretti (15 ottobre 2024)
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Civitavecchia, affidamento lampo da 800mila euro a Heart Life Croce Amica (22 agosto 2025)
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Civitavecchia, la replica (mendace) della dg Rosaria Marino (23 agosto 2025)
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Ares 118 chiede la restituzione dei fondi per l’adeguamento Istat (3 dicembre 2025)
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Schiaffo dell’ANAC alla ASL RM 4: l’appalto ambulanze è da rifare (11 febbraio 2026)
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