Il sergente di 35 anni è uno dei quattro deceduti nell’incidente dell’elicottero militare italiano avvenuto in Bosnia
MONTEFIASCONE – Era partito solo il giorno prima, con il suo sorriso da bravo ragazzo e orgoglioso della divisa, Claudio Marchesi, 35 anni di origini orvietane, uno dei quattro militari morti durante l’incidente aereo in Bosnia, viveva da tre anni a Montefiascone, nella frazione di Zepponami, dove viveva con la giovane moglie.
La famiglia Marchesi si era trasferita nella frazione orvietana di Canale nel 2013, dopo aver vissuto ad Allerona dove i tre fratelli avevano frequentato le scuole elementari e le medie. Dal 2023, Claudio era andato ad abitare a Montefiascone perché più vicino a Viterbo dove prestava servizio al Comando aviazione dell’Esercito nel Primo Reggimento “Antares”.
Specialista manutentore di aeromobili militari, era considerato un tecnico preparato e di grade professionalità.
Per il suo ruolo era l’ultimo a salire a bordo dei velivoli militari, una passione quella del volo che lo accompagnava da sempre.
Marchesi soltanto il giorno precedente alla tragedia avevano lasciato Viterbo per la missione internazionale.
Il 28 ottobre il CH-47 Chinook del primo reggimento “Antares” è decollato dall’aeroporto Fabbri, diretto in Bosnia-Erzegovina nell’ambito dell’operazione europea Eufor Althea.
Il viaggio ha previsto una tappa a Pratica di Mare prima di raggiungere il teatro operativo. Nel pomeriggio del 29 ottobre la tragedia nei pressi di Brčko, nella località di Gorice, quando il pesante elicottero è precipitato forse per un’avaria, su cui sta indagando la Procura di Roma e la Procura Militare.
La sindaca di Montefiascone si sta adoperando per proclamare per domani una giornata di lutto cittadino.

