Siena – Caso David Rossi, lesioni sul volto non riconducibili alla caduta: la nuova perizia rafforza la tesi dell’avvocato Paolo Pirani

SIENA – Le lesioni riscontrate sul volto di David Rossi non sarebbero compatibili con la sola caduta dalla finestra del suo ufficio, ma indicherebbero una dinamica diversa, riconducibile a una pressione esercitata da terze persone contro la sbarra di sicurezza o il telaio della finestra.

È quanto emerge dalla perizia redatta dal medico legale Robbi Manghi e dal tenente del Ris Adolfo Gregori, consulenti tecnici della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, istituita per fare luce sulla morte dell’allora capo comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, precipitato il 6 marzo 2013 dalla finestra del suo ufficio a Siena.

Lesioni incompatibili con la caduta?

Secondo quanto illustrato in audizione davanti alla Commissione, i tagli al labbro e al naso sarebbero compatibili con una pressione del volto contro i fili antipiccione installati alla finestra. Allo stesso modo, le contusioni alla testa e le lesioni nella regione zigomatica sinistra risulterebbero coerenti con un impatto e uno sfregamento contro la sbarra metallica o la traversa del telaio in legno.

Nelle conclusioni della perizia – 17 pagine di analisi medico-legale e ricostruzioni sperimentali – si legge che:

“La natura e la distribuzione dei segni cutanei, ed in particolare le lesioni nasali e del labbro inferiore, riflettono fedelmente l’interazione tra l’anatomia del volto e l’elemento metallico del filo durante un evento d’urto e sfregamento”.

Le prove effettuate con manichini avrebbero confermato la compatibilità tra la posizione del volto e gli elementi strutturali della finestra, dimostrando come, in una dinamica di contatto naso-filo, lo zigomo si trovi in collisione diretta con la barra metallica o con la cornice inferiore.

Il medico legale Manghi ha parlato di un’“azione dinamica, di pochi secondi o pochi minuti, di una persona aggredita”, sottolineando come la distribuzione dei segni traumatici sia coerente con una compressione del volto contro la struttura della finestra prima della caduta.

Avvocato Paolo Pirani

Un riscontro alla tesi della difesa

Le conclusioni della Commissione rappresentano un passaggio significativo perché sembrano dare riscontro tecnico alla tesi sostenuta fin dall’inizio dall’avvocato Paolo Pirani, legale del fratello di Rossi.

Pirani ha più volte contestato l’ipotesi del suicidio, sostenendo che le lesioni al volto non potessero essere spiegate esclusivamente con l’impatto al suolo. La nuova perizia, indicando la compatibilità dei traumi con una pressione esercitata prima della caduta, rafforza questa linea difensiva e riapre interrogativi sulla dinamica degli ultimi momenti di vita del manager.

Dopo anni di archiviazioni e riaperture del caso, il lavoro della Commissione parlamentare introduce dunque elementi tecnico-scientifici che incidono in modo rilevante sulla ricostruzione dei fatti.

Il nodo centrale resta ora stabilire se tali evidenze possano tradursi in ulteriori sviluppi giudiziari, ma sul piano investigativo la perizia segna un punto fermo: le lesioni facciali di David Rossi non sarebbero un semplice effetto della caduta, bensì il possibile esito di un’interazione violenta avvenuta prima del volo dalla finestra.

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