Ancora una volta, a fare la differenza, sono stati cittadini armati di guanti e buona volontà. Ma la domanda resta aperta: può il futuro di uno dei palazzi simbolo della Viterbo medievale dipendere soltanto dal volontariato?
Viterbo – Un intervento concreto, sotto gli occhi di tutti, in uno dei punti più simbolici e discussi del centro storico. I volontari di Viterbo Clean Up hanno ripulito l’area antistante Palazzo di Vico, edificio medievale da tempo in stato di abbandono, restituendo decoro a uno spazio che per anni è stato sinonimo di incuria.
Le immagini pubblicate sui social dall’associazione – corredate da foto dell’intervento – mostrano il lavoro svolto sabato pomeriggio in via San Antonio, proprio sotto il palazzo. Tagliata la vegetazione ormai fitta e in alcuni punti potenzialmente pericolosa, raccolta una grande quantità di rifiuti accumulati nel tempo. Non è la prima volta: l’ultima operazione di pulizia nello stesso punto risale al 2023, sempre ad opera degli stessi volontari.
Nel loro post, i membri di Viterbo Clean Up ricordano come quell’area, secondo il progetto Plus, avrebbe dovuto rappresentare l’ingresso principale ai percorsi della Viterbo sotterranea. Oggi, invece, si presenta spesso in condizioni che nulla hanno a che fare con la valorizzazione turistica e culturale del sito.
Il palazzo, di proprietà comunale e adibito ad alloggi popolari, è da anni al centro di polemiche e segnalazioni. I volontari parlano apertamente di una “situazione vergognosa”, chiedendo un intervento strutturale da parte dei servizi sociali, che si trovano a poche decine di metri. Nel mirino anche il ripetuto abbandono di rifiuti nell’area, che contribuisce al degrado.
Eppure il valore storico del Palazzo di Vico è indiscutibile. Citato anche sul sito del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, l’edificio sorge in un punto nevralgico della Viterbo medievale: l’antica Piazza Nuova (Platea Nova), cerniera tra il centro del potere civile – con Piazza del Gesù, sede medievale degli uffici comunali – e quello religioso del Colle del Duomo, con la Cattedrale e il complesso del Palazzo Vescovile-Papale. Distrutto nel 1243 durante le lotte tra fazioni cittadine, fu ricostruito pochi anni dopo. I suoi sotterranei vennero utilizzati come rifugio antiaereo durante la Seconda Guerra Mondiale.
Un luogo, dunque, che racconta secoli di storia e che da troppo tempo attende una reale valorizzazione. Diverse amministrazioni si sono succedute senza riuscire a dare nuovo impulso all’edificio, lasciando che l’incuria prendesse il sopravvento.
«Questo è il cuore della nostra città e non possiamo permetterci di vederlo ridotto in questo stato», scrivono i volontari, rilanciando un appello alla responsabilità collettiva e istituzionale.

