Acquapendente – Catia: “Coronavirus sconfitto dopo settanta giorni, dovrò allenarmi per ricominciare a camminare”

Acquapendente – Avevamo scritto di lei circa due mesi fa, quando si era ammalata di Covid-19. Lei è un operatrice sociosanitaria del Centro Alzheimer “Non ti scordar di me”, di Castel Giorgio, paese di 2000 abitanti al confine tra Lazio e Umbria. All’epoca del contagio preferì usare un nome di fantasia. Oggi che è “uscita dall’incubo”, non ha più timore di mostrarsi, e così la quarantanovenne Catia Temperini, dopo oltre settanta giorni passati in una stanza, oggi grida la sua gioia. “Finalmente sono “doppia negativa” – afferma in riferimento ai tamponi che attestano l’avvenuta guarigione dal maledetto Coronavirus – finalmente potrò ricominciare a vivere, già oggi per la prima volta, dopo tanto tempo, ho potuto pranzare con la mia famiglia. Settanta giorni chiusa dentro la mia camera, dove mangiavo, dormivo e vedevo il mondo dalla finestra, trovando conforto solo nelle telefonate tra amici e le video chiamate dove potevo vedere il mio nipotino. Ora che  posso uscire  dovrò farlo con cautela, sembra uno scherzo, ma dovrò allenarmi per ricominciare a camminare”.

C’ eravamo occupati di Catia perché per lei, già affetta da preesistenti problemi di salute, l’aver contratto il Covid-19 è stato un problema dentro un problema.
A preoccuparla era la trombosi che l’aveva colpita un anno fa alla giugulare e per la quale doveva prendere un potente anticoagulante: il Coumadin, farmaco che per la somministrazione dell’esatto dosaggio richiede un prelievo del sangue ogni quindici giorni.

A Catia il farmaco è stato sostituito con l’eparina e questo aveva destato in lei forte preoccupazione “L’eparina, non si può prendere a vita, per me sarà un problema perché dovrò fare molti prelievi per tornare al Coumadin”.

Oggi è consapevole che dovrà ancora mettere alla prova il suo corpo, ma la felicità per aver sconfitto il Covid-19 è troppo grande “la gioia più grande è stata quella di poter riabbracciare il mio nipotino. Voglio ringraziare il mio medico di base Fabio Patisso che mi è sempre stato vicino, telefonandomi tutti giorni.  Senza il suo supporto sarei crollata psicologicamente”.

Oltre a Catia, anche dodici anziani, e sedici operatori contagiati al Centro “Non ti scordar di me”, dove lei lavora,  oggi tutti negativizzati, Tra loro anche la 104 enne Rosa Rigamonti, detta “Nella”. che ha accolto la notizia della guarigione con un gran sorriso.

Ora Catia potrà tornare al lavoro che tanto ama “sono felice per tutti i colleghi, per gli infermieri,  la dottoressa, la mia datrice di lavoro e  gli anziani che cell’hanno fatta. Ora potremo tornare a stare insieme”.

b.f.

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