Viterbo – Centro antiviolenza Erinna: “L’amministrazione comunale si è dimenticata del nostro lavoro”

La presidente Maghi: “I progetti Penelope e Fenice, con cui è partito ora il nuovo centro antiviolenza, li abbiamo scritti noi”

VITERBO – “Apprendiamo dell’apertura del centro antiviolenza istituzionale a Viterbo, (inaugurato l’ 8 marzo 2021 con il Comune di Viterbo capofila del progetto, la cooperativa sociale Prassi e Ricerca onlus, Ponte Donna di Roma e Kyanos di Viterbo ndr ) siamo contente per le donne di questa città che hanno dovuto attendere oltre tre anni a causa dell’incuria delle amministrazioni comunali. Dopo l’enunciazione del finanziamento regionale per i progetti “Penelope” e “Fenice”, scritti da Erinna e diventati proprietà del comune capofila, l’amministrazione Michelini, per tramite della signora Troncarelli, ha lasciato dormire i soldi, già nelle casse comunali, facendoli transitare nella nuova amministrazione che non ha dato alcun cenno di vita fino al sollecito della Regione Lazio. L’Associazione Erinna, con ventennale esperienza in questo territorio, è stata “suicidata” dai tempi burocratici e dalla trascuratezza di chi avrebbe dovuto averne cura”.
Inizia così l’ amara considerazione di Anna Maghi presidente della ventennale associazione Erinna, presente a Viterbo, che prosegue “Abbiamo iniziato nel 1998 lavorando “per strada” , per vent’ anni abbiamo fornito aiuto e sostegno alle donne in difficoltà pur non avendo una sede”.

Nel 2006 con il sostegno della Provincia per l’ apertura di una sede in centro e nel 2013 la prima casa rifugio per donne maltrattate, finanziata da un bando nazionale.
Con la Casa rifugio abbiamo tirato avanti fino al 2018, poiché il bando ci obbligava a tenerla aperta per cinque anni, con o senza soldi, così per poter sostenere le donne che erano ospiti abbiamo iniziato ad inviare progetti a fondazioni private: tra l’ altro nella casa avevamo una donna con due gemellini piccoli di 40 giorni che non potevamo mettere in mezzo ad una strada”.
I soldi per Erinna sono sempre meno, eppure, stanziati dalla Regione nel 2017, dal febbraio 2018 giacciono nelle casse comunali
“Il comune aveva già i soldi nel 2018 ma a noi non arrivavano. Dopo aver atteso 17 mesi, tra l’uscita della graduatoria e l’avvio dei progetti da parte del comune capofila, nell’agosto 2018 abbiamo mandato una lettera a Regione e Comune dove dichiaravamo che avremmo lasciato il partenariato perché ormai eravamo economicamente stremate, e ancora aspettavamo l’istituzione dell’ associazione temporanea di scopo con i comuni indicati dal bando, senza la quale non si poteva dare l’ avvio ai progetti”.
Poi le elezioni comunali, cambio di amministrazione. La nuova assessora ai servizi sociali è Antonella Sberna, ma non sembra interessarsi molto alla vicenda. “La giunta Arena non ha mai cercato di capire e di conoscere cosa facevamo, se ne è totalmente disinteressata. I soldi del finanziamento regionale, però, erano destinati all’ associazione Erinna (come riporta il documento pubblicato sotto) che specifica come vincitori del bando risultino il comune di Viterbo in partenariato con Erinna, con uno stanziamento di 240 mila euro, soldi riservati ai due progetti per il centro antiviolenza e la casa rifugio: Penelope e Fenice elaborati e scritti da Erinna. però non possono tornare indietro, Così nel 2019, durante un incontro in Provincia, tra Regione, rappresentanti dei comuni e associazioni sulle tematiche sociali, veniamo sollecitate, essendo una realtà consolidata, a partecipare al nuovo bando, che il comune di Viterbo deve emettere a breve, per ricercare un partner”.set 2018 Regione Lazio a comune vt-recesso erinna (3)

Erinna partecipa, a febbraio 2020 esce la graduatoria che vede vincitrice una ats formata da due organizzazioni che vengono da Roma e un’associazione locale che non ha l’esperienza richiesta dal bando regionale.

Per mia conoscenza una di quelle associazioni si occupava di anziani, persone con handicap fisici e psichici, ora gestisce alcuni sportelli antiviolenza, quella di Viterbo (associazione Kyanos), che io ricordi, ha iniziato pochi anni fa come associazione contro la violenza ostetrica per poi occuparsi, in qualche modo, di migranti e circa due anni fa, ho appreso dai giornali, è diventata casa dei diritti sociali che si occupa di tutto: migranti, povertà, violenza ecc…insomma una confusione di competenze. Mi auguro curino la formazione secondo le indicazioni internazionali e le leggi nazionali, e che le due associazioni che vengono da fuori provincia possano garantire la loro presenza”.

B.F.

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