Frosinone – Miracolo rifiuti della SAF, “sparisce” lo zinco e saranno smaltiti a Napoli e Castelforte

La Relazione Arpa effettuata ad Albano dimostra che già ad agosto era stata riscontrata presenza di zinco e inadeguatezza dell’impianto Saf presieduto da Lucio Migliorelli. Invece di fermare il conferimento il materiale pericoloso è stato inviato e smaltito a Viterbo e Civitavecchia non avvisati del pericolo. Silenzio per fini elettorali?

FROSINONE – Colpo di scena. Dopo la riunione che si è tenuta martedì 26 ottobre tra il Direttore regionale, Wanda D’Ercole, l’assessore regionale ai rifiuti, Massimiliano Valeriani, il Presidente della provincia di Frosinone, Pompeo, il presidente della Saf, Migliorelli e alcuni sindaci, consiglieri comunali e regionali del territorio, la Saf (Società Ambiente Frosinone) può riprendere il servizio di conferimento dei rifiuti.

Di colpo, quindi, lo zinco è sparito dai rifiuti ciociari. E dopo pochi giorni la regione torna sui suoi passi e, dopo aver detto ai comuni “arrangiatevi”, invia questa comunicazione in cui dice che Saf può ricevere i rifiuti.

 

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Gli stessi, però, non verranno trattati dalla Società Ambiente Frosinone, che agirà soltanto come trasferenza per gli impianti S.A.P.N.A. SpA (Sistema Ambiente Provincia di Napoli) per l’invio a recupero energetico di rifiuti indifferenziati EER 200301, e per l’impianto CSA di Castelforte (Lt) per il conferimento delle frazioni secche residue da elevata raccolta differenziata porta a porta.

In questi impianti, quindi, possono essere conferiti rifiuti con la presenza di zinco, a meno che questa sostanza, di colpo, sia completamente sparita.

Come fa l’impianto S.A.P.N.A. SpA ad effettuare recupero con rifiuti che contengono zinco?

Inoltre, il Tmb di Castelforte rischia da un momento all’altro il sequestro.

La Corte di Cassazione, infatti, ha accolto il ricorso dell’Antimafia di Roma e ha annullato il provvedimento con cui il Tribunale capitolino, confermando la precedente decisione del gip, a febbraio ha respinto l’appello con cui era stato chiesto il provvedimento, nell’ambito del procedimento nei confronti degli imprenditori Antonio ed Enrico Giuliano, Marco Steardo, Ruggiero De Fazio, Felice Rea e della dirigente regionale Flaminia Tosini, indagati con le accuse di traffico di rifiuti e violazioni delle norme ambientali.

Colpiscono le dichiarazioni del presidente della Provincia Antonio Pompeo che esulta ringraziando il capo della Saf, Lucio Migliorelli.

Sfugge ad Antonio Pompeo la relazione Arpa dell’agosto scorso, fino a poche ore fa sconosciuta anche agli addetti ai lavori. La società Ecoambiente, che gestisce la discarica di Albano, ad agosto aveva chiesto indagini analitiche relative al campionamento dei rifiuti provenienti da Saf e già in quella occasione Arpa aveva riscontrato la presenza di zinco.

 

Discarica Albano - Esiti campionamenti rifiuti-1

 

Ma c’è dell’altro: sul rifiuto proveniente dalla Saf è stata effettuata anche una misurazione dell’Indice Respirometrico Dinamico Potenziale (IRDP) che risultò ben quattro volte superiore ai limiti consentiti.

Questo Indice, che indica la capacità di trattamento di un impianto nel separare la frazione secca da quella umida, dimostra che nell’impianto diretto da Lucio Migliorelli si effettuava un trattamento dei rifiuti sicuramente inadeguato.

A seguito dei controlli di agosto Albano dice no al rifiuto della Saf che viene quindi inviato a Viterbo e Civitavecchia.

Quindi da agosto fino ad ottobre (giorno dell’interruzione del servizio) Saf ha inviato a Viterbo e Civitavecchia rifiuti con la presenza di zinco?

Perché Migliorelli non ha interrotto il servizio prima?

Perché non è stata resa pubblica e trasmessa ai comuni la Relazione Arpa relativa alle attività di campionamento eseguite presso la discarica di Albano sui rifiuti Saf?

Se il 3 agosto c’era emergenza perché è stata affrontata soltanto in questi giorni?

In ultimo, quanto costa in più questo trasferimento dei rifiuti fuori regione?

Ad agosto si era in piena campagna elettorale e la sindaca Raggi aveva individuato la discarica di Albano per risolvere il problema dei rifiuti romani.

In quei giorni Albano chiede un campionamento dei rifiuti della Saf e la Relazione Arpa, che ha riscontrato le criticità suesposte, non ha accettato il materiale proveniente da Colfelice che, quindi, è stato inviato a Civitavecchia e Viterbo.

Quando questi impianti hanno detto basta per sopraggiunti limiti di capienza, è scoppiata l’emergenza rifiuti nella provincia di Frosinone.

Ma da agosto a fine ottobre, con le urne aperte, si è preferito nascondere il problema. Troppo delicata la campagna elettorale per la conquista del Campidoglio, che ha visto trionfare in modo netto il dem Roberto Gualtieri. Passate le elezioni ha avuto inizio l’emergenza.

Ora, dopo il bisogno temporaneo con il conferimento dei rifiuti a Napoli e Castelforte, immaginiamo già il finale della telenovela. Tra poco Saf ricomincerà la sua attività, ma resterà sempre il problema dell’emergenza romana. Ci penserà Manlio Cerroni con il suo impianto di Guidonia?

Intanto, al netto dello zinco, questa soluzione prospettata dalla regione avrà un costo altissimo che saranno costretti a pagare i cittadini. Sulle loro spalle ricadranno le inefficienze della Saf e del suo presidente Migliorelli, che in questi anni sembra aver dedicato più tempo alla gestione “politica” dell’ente e meno all’efficienza tecnologica dell’impianto (visto quanto riscontrato da Arpa il 3 agosto 2021).

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