Civitavecchia Porto – Firmato ieri il mancato accordo tra sindacati e Port Mobility e adesso?

Nel pomeriggio cabina di regia (del tutto inutile) in Comune poi l’incontro in Regione Lazio prima dei drastici provvedimenti già annunciati (licenziamenti) per ristrutturare l’azienda

CIVITAVECCHIA  – La vertenza tra i lavoratori e la Port Mobility ha avuto ieri pomeriggio un primo epilogo. I sindacati, che avevano proposto un accordo poi bocciato dai lavoratori con un referendum, hanno incontrato la proprietà per siglare, cioè chiudere la vertenza e firmare il mancato accordo.

Il voto referendario, fortemente democratico e voluto con estrema leggerezza (visto che i lavoratori non devono aver capito a cosa andavano incontro) ha sancito uno strappo mai visto in città tra i lavoratori e i sindacati che sono usciti da questa vicenda con le ossa rotte. Sfiduciati dai lavoratori. Il NO all’accordo ha dato, come logica conseguenza, totale mandato ai vertici di Port Mobility alla ristrutturazione dell’azienda che non potrà prescindere dal licenziamento del personale in esubero.

 

Questo il testo dell’accordo respinto dai lavoratori:

 

PORT MOBILITY - Accordo Sindacale 12.04.22

 

Per oggi pomeriggio è prevista una cabina di regia organizzata dal Comune di Civitavecchia che cercherà di ricucire lo strappo provocato dal referendum. “Il problema è che manca la stoffa” avrebbe detto un sarto serio. Dopo questo ennesimo inutile passaggio, che sarà fatto per garbo istituzionale, si andrà sul tavolo regionale dove verrà messa la parola fine a questa lunga vertenza che si trascina ormai da mesi.

 

Da quel momento in poi l’azienda avrà mani libere per poter intervenire con massima autonomia e mandato alla ristrutturazione dell’azienda. Tremano oggi quei 26 nomi che con la firma dell’accordo non avrebbero perso il lavoro, oggi in pericolo e più che mai precario.

 

I sindacati, come detto in apertura, escono davvero male da questa vertenza con i lavoratori. Le trattative fatte di concerto con i lavoratori hanno subito un cortocircuito senza precedenti nella storia del lavoro portuale e accompagnato decine di persone verso la fine del rapporto di lavoro con Port Mobility.

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