Latina – Soumahoro: Rampelli, in famiglia business immigrazione

LATINA – “Il teorema Buzzi continua a regolare le politiche assistenziali dell’immigrazione. Se ne sono accorti tutti, tranne il PD. Sarà un caso? Quel che emerge dalle indagini sul clan Soumahoro, non distante da una vera e propria associazione a delinquere, desta sconcerto e ripugnanza.

Da una parte il business dell’immigrazione predomina anche in chi si autodefinisce più solidale tra tutti. Invece esce fuori che, proprio approfittando della maggiore fiducia determinata dall’etnia, questi imprenditori illuminati non si sono fatti scrupolo di usare un trattamento schiavistico.

Dall’altra c’è la questione politica. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti col discredito dei partiti e delle Istituzioni.

Un discredito che fa male a tutti, a sinistra come a destra. Non credo che la colpa sia di chi ha scelto l’ex sindacalista, difensore dei braccianti neri. Se la prima questione si risolve tagliando il business dell’accoglienza e convertendo i 5 miliardi di euro destinati alle cooperative in risorse per l’organizzazione degli hub nelle Nazioni di partenza, per la seconda questione- il discredito della politica – che la vicenda Soumahoro ha determinato- la sua autosospensione dal partito sia ben poca cosa. Se il sindacalista è diventato deputato in virtù delle battaglia a difesa dei braccianti neri, le dimissioni da parlamentare sarebbero il minimo”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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