Santa Severa – Mancini a cena sotto il castello. L’Isola del Pescatore non tradisce mai

Il difensore della Roma è l’ultimo grande nome ad aver scelto il ristorante di Santa Severa per salutare il tramonto sul Tirreno. Discrezione, pesce fresco e quella brezza che sa già di estate

SANTA SEVERA – C’è un tavolo, sul lungomare di Santa Severa, che conosce i segreti del calcio italiano meglio di qualsiasi spogliatoio.

Si mangia con i piedi quasi in acqua, alle spalle il profilo severo e romantico del castello medievale, davanti un Tirreno che al tramonto si tinge di rosso e oro. Si chiama Isola del Pescatore, e ieri sera ha aggiunto un altro nome al suo illustre libro degli ospiti: Gianluca Mancini, difensore centrale della Roma, si è presentato puntuale all’appuntamento con il mare.

Era una di quelle serate di fine maggio che sembrano già luglio, con l’afa che si sente nell’aria e la luce che dura fino a tardi, quasi non volesse andarsene. Il difensore giallorosso — stagione alle spalle, testa già proiettata all’estate — ha scelto questo lembo di costa laziale per concedersi qualche ora fuori dal mondo. Tavolo riservato, sguardo verso l’orizzonte, il rumore delle onde a fare da colonna sonora.

«Sotto al maniero, il tempo si ferma. Non importa chi sei: sei solo un ospite del mare.»

L’entusiasmo dei presenti, inevitabile quanto discreto, non ha turbato la serata. È questa la magia dell’Isola del Pescatore e della straordinaria famiglia Quartieri: un tacito patto tra il locale e i suoi clienti speciali, una forma di rispetto che si tramanda di stagione in stagione. Nessuna foto di nascosto, nessun assalto per un selfie. Solo un’occhiata complice tra i tavoli, il brusio che sale per qualche minuto, poi tutti di nuovo a guardare il tramonto.

Perché l’Isola del Pescatore è questo: un posto dove i campioni smettono di essere campioni e tornano ad essere persone con appetito. Il crudo di mare, le linguine all’astice, la frittura leggera che sa di sale e vento. La cucina che rispetta il prodotto, la sala che rispetta il cliente. Un binomio raro, prezioso quanto un clean sheet.

La lista di chi è passato da questi tavoli ha il sapore di una formazione dei sogni: nomi del calcio, dello spettacolo, del jet set romano e non solo, attratti dalla stessa promessa — bellezza senza sovraesposizione. Il castello alle spalle fa il resto: pochi scenari in Italia uniscono storia, natura e cucina con questa nonchalance.

Mancini ha salutato quando l’ultima luce spariva dietro il mare. Stagione chiusa, vacanze ancora da decidere. Ma almeno una certezza ce l’ha: sa dove tornare quando ha voglia di sentirsi semplicemente a casa, sulla costa che da Roma si vede appena ma si raggiunge in un niente, e che regala emozioni da cartolina senza l’obbligo di fingere di essere qualcuno.

L’Isola del Pescatore aspetta già la prossima serata. E il prossimo ospite illustre. Il castello, intanto, guarda il mare come fa da secoli. Impassibile. Abituato a tutto.