CIVITAVECCHIA – E’ appena entrato agosto, il mese dedicato alle ferie a qualsiasi costo, da trascorrere al mare, ai laghi, in montagna, in campagna, nei borghi d’origine o, male che vada, a casa. In teoria si dovrebbe avere pure almeno un po’ di tempo da dedicare alla lettura di qualche buon libro.
Così, l’Università delle Generazioni, nel sollecitare a leggere comunque il più possibile, invita tutti, specialmente i giovani, a dedicare un poco d’attenzione ad un libro che, fresco di stampa, sarà loro assai prezioso: “Volevo solo cantare” edito da Media&Books di Roma in 272 dense pagine da cui trarre assai utili insegnamenti per il lavoro, la carriera e la vita.


In verità è un libro davvero assai appassionante e per tutte le età, poiché ognuno può trovare motivo di gioia, di riflessione ed anche di profonda commozione (per cui sarebbe necessario, leggendo, avere a portata di mano fazzolettini di carta per asciugare qualche lacrima di partecipazione alla narrazione che immancabilmente bagnerà quelle intense pagine di emozione e di sussulti). Sarà sicuramente uno dei libri più belli tra tutti quelli letti o da leggere! Davvero memorabile.
E’ la storia vera di un ragazzo il quale, nato nel 1957 in una famiglia numerosa di un onesto pescatore di San Gregorio (spiaggia vicina all’aeroporto di Reggio Calabria), aveva la vocazione di “cantautore” e già godeva di un lusinghiero successo.
Però la vita ha avuto altri progetti per lui, entrato per caso nella Guardia di Finanza dove è poi rimasto per ben 40 anni, scalando tutti i gradi fino a diventare non soltanto “Generale di Brigata” pluridecorato ma pure docente universitario e, poi, dopo la pensione anche Commissario di alto profilo per risolvere situazioni istituzionali complicate. Alla base di questa splendida carriera c’è la volontà di riuscire ad essere utile allo Stato e alla collettività, con un’etica che ha le sue radici nella famiglia e nella Calabria.

A parte la storia esistenziale e professionale vera e propria, che è già di per sé stessa molto sorprendente e affascinante (tanto da sembrare un film, quasi un triller elettrizzante), il valore aggiunto di questo libro è che rappresenta un significativo fatto generazionale … ovvero è il figlio Antonio (pure lui top-manager) che intervista il padre di 68 anni, ormai ritiratosi a vita privata ma sempre con la irrefrenabile voglia di rendersi utile alla società, dopo una vita assai sacrificata e avventurosa ma ricca di soddisfazioni.
Un sicuro esempio per le nuove generazioni ed una testimonianza storica ed etica che rafforza l’essere “uomo delle Istituzioni” sempre e ovunque e che fa di Emilio Errigo uno dei personaggi riconosciuti tra i più eccellenti della nostra nazione, al quale vengono continuamente assegnati tanti premi pure dalla società civile.
Il generale Emilio Errigo abita da molti anni a Civitavecchia (Roma), dove nel 2007, presso Etruria Arti Grafiche, ha edito il libro autobiografico “Occhi di mare” incentrato sulle gesta temerarie del suo gruppo navale a difesa dei confini nazionali e a caccia di trafficanti di droga e delinquenti internazionali di ogni risma, ma anche per espletare missioni umanitarie ovunque chiamato, come in Albania. Insomma “Volevo solo cantare” e “Occhi di mare” sono due libri da leggere, sicuri di trovare storie, avventure e valori utili per tutti e specialmente per i giovani.

