La chiesa di Santa Maria Assunta non è bastata a contenere la commozione del paese. Sei giorni dopo lo schianto sulla Terni-Rieti, il funerale del conducente della navetta della Cascata delle Marmore: aveva 49 anni, lascia la moglie e due figli. Sulla dinamica indaga la Procura di Terni
Torreorsina (Terni) – Alle dieci di questa mattina la piccola chiesa di Santa Maria Assunta, nella frazione ternana di Torreorsina, si è riempita ben oltre la sua capienza. Il paese si è stretto attorno alla famiglia di Federico Romualdi, 49 anni, l’autista morto domenica 2 agosto nello scontro tra il bus-navetta che stava guidando e un camper, sulla superstrada Terni-Rieti. Tanta la commozione, tantissime le persone presenti: colleghi, amici, semplici conoscenti di un uomo che a Torreorsina viveva con la moglie Michela e i due figli.
Poco prima, alle nove, a Narni si erano svolte le esequie di Giampiero Colasanti, 68 anni, l’artigiano che si trovava alla guida del camper. Due funerali nella stessa mattina, per le due persone che nell’impatto sedevano ai lati opposti della stessa tragedia.
Domenica 2 agosto, il pomeriggio dello schianto
L’incidente si è verificato intorno alle 16 di domenica 2 agosto lungo la strada statale 79 Ternana, al confine tra Lazio e Umbria, nel tratto tra Colli sul Velino e Piediluco, mentre sulla zona si stava abbattendo un temporale.
Romualdi era alla guida di un bus-navetta impegnato nel servizio di collegamento nell’area della Cascata delle Marmore, con a bordo un gruppo di turisti — in buona parte persone singole, non un gruppo organizzato — che stavano rientrando dalla visita. Secondo la ricostruzione emersa nei giorni successivi, il camper avrebbe invaso la corsia opposta e l’autista della navetta avrebbe tentato una frenata disperata per evitare l’impatto. Non è bastato: lo scontro, frontale e violentissimo, ha sventrato la cabina di guida del pullman, uccidendo Romualdi sul colpo. Nella dinamica sono rimaste coinvolte anche due automobili.
Quel gesto istintivo, però, secondo gli investigatori potrebbe aver contenuto un bilancio già drammatico.
Sette vittime e decine di feriti
Il conto delle vittime si è aggravato nei giorni successivi. Oltre a Romualdi e a Colasanti hanno perso la vita Daniela Bellanca, compagna di quest’ultimo e anche lei a bordo del camper; i coniugi Graziella Baldini e Paolo Cosci, di Massa Carrara, che viaggiavano sulla navetta; e la romana Stefania Laurenzi. A questi sei nomi si è aggiunto qualche giorno dopo quello di Massimiliano Cherubini, 58 anni, marito di Laurenzi, morto all’ospedale di Perugia dove era ricoverato in condizioni gravissime per un trauma cranico: è la settima vittima.
I feriti sono stati 34, distribuiti negli ospedali di Terni, Perugia, Rieti, Spoleto e Foligno, alcuni in condizioni critiche. Sulla navetta viaggiava anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, rimasto illeso.
L’inchiesta: autopsie e una dash cam
La Procura di Terni, guidata dal procuratore capo Antonio Laronga, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e lesioni personali colpose contro ignoti. Le indagini sono affidate alla polizia stradale, che ha già raccolto le prime testimonianze dei passeggeri della navetta.
Due gli elementi su cui gli inquirenti puntano per chiarire la dinamica: le autopsie disposte sui corpi dei due conducenti, affidate al medico legale, e il video di una dash cam installata su un’auto non coinvolta nell’incidente, sequestrato nei giorni scorsi. Resta da accertare che cosa abbia portato il camper a invadere la corsia opposta.
«Prudente e scrupoloso»
Nell’azienda ternana per cui lavorava da poco tempo, la ditta Troiani, di Romualdi parlano come di un professionista prudente e scrupoloso, uno che prima di partire controllava che sul mezzo fosse tutto a posto. Aveva alle spalle anni di guida per altre ditte. Con la moglie avrebbe festeggiato quest’anno i venticinque anni di matrimonio; dei due figli, uno ha poco più di vent’anni, l’altro è quasi maggiorenne.
Sulla vicenda si è espresso anche il mondo sindacale, che ha parlato dell’ennesimo caso di una vittima sul lavoro e ha chiesto più sicurezza. Cordoglio è arrivato dalle istituzioni regionali, a partire dalla presidente dell’Umbria Stefania Proietti.
Stamattina, a Torreorsina, nessuna di queste parole contava quanto il silenzio di una chiesa piena. Federico Romualdi è morto facendo il lavoro che amava, con le mani sul volante e il piede sul freno, nel tentativo di proteggere le quaranta persone che aveva dietro di sé.

