Intervento congiunto di Polizia locale, Polizia di Stato e Carabinieri sull’arenile. Sei adulti denunciati per minacce a pubblico ufficiale, tre avviati alle procedure di espulsione, due minori affidati al Pronto intervento sociale
Sono bastate alcune sedie e un paio di ombrelloni spostati per mobilitare tre forze dell’ordine. È successo venerdì mattina, 21 agosto, sulla spiaggia libera delle Grotte di Nerone ad Anzio, uno dei tratti di litorale più frequentati e più discussi della città.
Secondo la ricostruzione diffusa dal Comune, un gruppo di cittadini tunisini giovanissimi (maranza) arrivato da Roma — in particolare dalla zona di Tor Bella Monaca — sarebbe stato accusato da altri bagnanti di essersi sistemato in una porzione di arenile già occupata, utilizzando sedie e ombrelloni che erano stati regolarmente posizionati da altri avventori. Ne è nata una discussione che si è fatta rapidamente tesa.
L’escalation
La prima pattuglia della Polizia locale non è bastata a riportare la calma. Sono stati richiesti altri agenti, poi è intervenuta la Polizia di Stato e infine i Carabinieri. Un dispiegamento fuori scala rispetto all’episodio che l’aveva innescato, e che dà la misura di quanto la tensione fosse salita in quei minuti.
Al termine dell’intervento otto persone sono state accompagnate al comando della Polizia locale. Nessuna aveva documenti con sé: da qui il passaggio al commissariato per il fotosegnalamento, procedura necessaria ad accertarne l’identità e la posizione sul territorio nazionale.
Tre esiti diversi
Gli accertamenti hanno prodotto posizioni differenziate. I due minorenni del gruppo sono stati affidati al Pronto intervento sociale.
Tre degli adulti sono risultati irregolari sul territorio italiano: per loro è stato disposto il trasferimento a Roma, effettuato con mezzi della Polizia locale e della Polizia di Stato, per l’avvio delle procedure finalizzate all’espulsione. A questo si somma una denuncia per minacce a pubblico ufficiale.
Gli altri tre adulti, pur in regola con la posizione sul territorio nazionale, sono stati denunciati con la stessa accusa. In totale, sei denunce.
Una spiaggia già sorvegliata speciale
L’episodio si inserisce in un contesto che ad Anzio è aperto da tempo. Il tratto compreso tra lo stabilimento Lido di Nerone e l’Arco Muto è già oggetto di un’ordinanza del sindaco Candido De Angelis che ne vieta accesso e sosta dalle 21 alle 6 fino al 30 settembre, accompagnata da un servizio di vigilanza notturna. Un provvedimento adottato, nelle parole del primo cittadino, come primo passo per il controllo di un luogo simbolo della città in passato oggetto di comportamenti incivili, con l’annuncio di una regolamentazione più stringente degli accessi per la prossima stagione estiva.
La lite di venerdì mattina, avvenuta in pieno orario di balneazione, riporta il tema sul tavolo in una fase in cui l’amministrazione sta già valutando come disciplinare la fruizione dell’arenile.

