Le due vittime sono Francesco Di Fazio e Gabriele T. di 36 e 15 anni
ALLUMIERE – Il volto segnato dal dolore e tanti ricordi che tornano in mente.
Il papà di una delle due giovani vittime della tragedia di Allumiere, attorno all’ora di pranzo, ha raggiunto il luogo dove si sono consumati i fatti.
In questi casi, oltre al dolore, prevale l’incredulità per quanto è potuto accadere a due giovani lavoratori.
“Era un ragazzo d’oro – ha raccontato l’uomo ad alcuni presenti che hanno manifestato le loro condoglianze -. Un lavoratore onesto. La vita, purtroppo, sa essere spietata”.
Le due vittime sono Francesco Di Fazio e Gabriele T. di 34 e 15 anni. A trovare i due corpi, questa mattina, un fornitore.
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La tragedia si è consumata nella Panineria Incontro 2.0. All’interno dello stand. I due ragazzi, originari di Fondi, hanno perso la vita nella notte per un’intossicazione da monossido di carbonio. È quanto emerso dai primi accertamenti dei Carabinieri intervenuti sul posto.
Secondo quanto ricostruito dai militari, i due ambulanti avevano allestito all’interno del gazebo due brandine per pernottare sul posto, pronti a lavorare fin dal mattino in occasione del Palio dei Somari. All’interno della struttura era stato sistemato anche un piccolo generatore di corrente, utilizzato per l’illuminazione: sarebbero state le esalazioni sprigionate dal dispositivo, acceso in uno spazio chiuso, a risultare fatali per entrambi.
“Siamo vicini alle famiglie dei due ragazzi che sono stati strappati alla gioia della vita in così giovane età durante la Fiera di Allumiere- fanno sapere dall’Associazione Nazionale Ambulanti – UGL -. Siamo altresì vicini al titolare della Ditta, nostro socio, che si trova coinvolto in una tragedia conseguente ai ritmi del duro lavoro ambulante. Solo chi non conosce i sacrifici a cui si sottopongo gli ambulanti per esercitare la loro attività nei mercati e nelle fiere può lasciarsi andare a giudizi affrettati o superficiali.
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C’è bisogno di maggior rispetto per una categoria stressata dai vertiginosi aumenti del carburante, dal caldo torrido che ha desertificato i mercati e le fiere, e dalle difficoltà delle famiglie. In queste condizioni si cerca di ridurre al minimo gli altri costi di gestione e forse Stefano e Francesco hanno deciso di passare la notte nel furgone per evitare altri costi di albergo. E questo atteggiamento ammirevole gli è stato fatale.
Le Istituzioni tutte lavorino per migliorare le condizioni reali in cui lavorano gli ambulanti e li aiutino a superare il grave momento di crisi e si adoperino per essere vicine alle famiglie dei ragazzi, al titolare della Ditta, affinché. Ora è il momento in cui non possono e non devono essere lasciate nel loro immenso dolore”.


