I due ambulanti hanno perso la vita sabato mattina ad Allumiere dove erano andati con lo stand dello street food “Panineria Incontro 2.0”
Allumiere – Si svolgerà domattina, come da programma al cimitero del Verano di Roma, il duplice esame autoptico sui corpi del 36enne Francesco Di Fazio e del 15enne Gabriele Tullio.
Oltre al medico legale incaricato questa mattina dalla Procura di Civitavecchia sarà presente anche un perito di parte nominato dai familiari, il dottor Francesco Loreti Romantini, esperto in medicina legale che opera a Fondi.
Come anticipato ieri mattina, il sostituto procuratore Pietro Stefano Maglione ha iscritto sul registro degli indagati, con l’accusa di duplice omicidio colposo, il titolare della ditta “Panineria Incontro 2.0 Srl” Rossano De Filippis, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista.
De Filippis, insieme ai familiari di Francesco e Gabriele, si è subito presentato ad Allumiere, luogo della tragedia, e si è messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Era visibilmente scosso e sconvolto da questa tragedia.
Dopo gli accertamenti di rito e i rilievi effettuati dai Carabinieri guidati dal Capitano Gianluca Rossi, il medico legale incaricato dal magistrato di eseguire l’ispezione esterna sui corpi, il dottor Mauro Mocci, ha subito capito che la morte era sopraggiunta per avvelenamento da monossido di carbonio.
Il micidiale veleno è scaturito dallo scarico del gruppo elettrogeno alimentato a carburante che l’azienda utilizzava sia per l’alimentazione dei frigoriferi sia per l’illuminazione dello stand.
I due non hanno dormito, come spesso accadeva, all’interno del cassone del camion, ma avevano scelto di posizionare le sdraio all’interno del gazebo, chiudendosi e riparandosi dal freddo.
Il gruppo elettrogeno, invece di trovarsi all’esterno come prevedono le norme di sicurezza, era stato posizionato all’interno del gazebo. Forse per paura che qualcuno lo rubasse, o per una fatale dimenticanza, quel motore si è trasformato in una fonte letale di gas tossico che ha trasformato il gazebo in una camera a gas.
Il monossido di carbonio (CO) è così letale perché è un gas incolore e inodore che può provocare una grave mancanza di ossigeno senza che la persona se ne accorga.
Il meccanismo principale è questo:
- Il CO entra nei polmoni e passa nel sangue.
- Si lega all’emoglobina, la proteina che normalmente trasporta l’ossigeno.
- L’emoglobina ha un’affinità per il CO circa 200–250 volte maggiore rispetto all’ossigeno.
- Si forma carbossiemoglobina, e quindi molto meno ossigeno viene trasportato e rilasciato ai tessuti.
- Cervello e cuore, che hanno bisogno continuo di ossigeno, sono particolarmente vulnerabili.
L’esposizione per lunghi periodi alle esalazioni di CO porta perdita di coscienza, danni cerebrali, arresto cardiaco e morte.
Nel frattempo le indagini proseguono perché Francesco e Gabriele avevano dato il cambio ad alcuni colleghi nello stand, e quindi occorre capire se siano stati loro a posizionare imprudentemente il generatore all’interno del gazebo o i colleghi che gli avevano lasciato le consegne.
I corpi ormai senza vita dei due sono stati scoperti soltanto nella tarda mattina di sabato quando il fornitore di carne, dopo averli chiamati ripetutamente e non avendo ricevuto risposte, ha aperto la zip del pannello laterale del gazebo facendo la terribile scoperta.
Dopo gli esami di rito, le salme saranno consegnate ai familiari che potranno così porgere l’ultimo saluto a Francesco e Gabriele.
Su Gabriele Tullio è inoltre aperto un capitolo a parte che riguarda la sua posizione lavorativa.
Alla polizia giudiziaria della Procura di Civitavecchia non risultavano in essere contratti di lavoro, mentre l’avvocato di De Filippis ha dichiarato che la comunicazione all’INAIL era stata presentata proprio la mattina in cui è avvenuto il decesso.
Anche in questo caso saranno gli inquirenti a fare chiarezza.
Allumiere, ambulanti morti per il monossido: erano di Fondi. Sequestrato lo stand




