FONDI – Si sono svolti nel pomeriggio di oggi, giovedì 27 agosto, i funerali di Francesco Di Fazio e Gabriele Tullio.
Le due bare sono arrivate insieme, una accanto all’altra, alla chiesa di San Francesco. Le due vittime, 36 e 15 anni, hanno perso la vita nella tragica notte di Allumiere.
Durante il rito funebre la cognata di Francesco ha ricordato gli abbracci, i sorrisi, le telefonate, i consigli e anche quei rimproveri benevoli con cui il giovane uomo cercava di assumere, nei suoi confronti, il ruolo di un fratello maggiore.
“Per me eri un punto di riferimento” ha raccontato con la voce spezzata dalla commozione. Insieme avevano ancora progetti, cose da fare, una vita da condividere. Poi le lacrime hanno preso il sopravvento: “Ora c’è solo silenzio. È un silenzio difficile da accettare. Ma io ti cercherò, ti parlerò ugualmente in ogni momento della mia vita“.
Francesco, ha detto ancora, era diventato un pilastro della famiglia. Nessuno era preparato alla sua improvvisa scomparsa. Un vuoto enorme lasciato nella vita della moglie, della figlia piccola, dei genitori e di tutti coloro che gli volevano bene.
“Proteggi da lassù la tua famiglia, soprattutto la tua bambina e tua moglie. Ciao”.
Poi gli applausi, lunghi e commossi. E ancora le parole di una cugina di Gabriele, più piccola di lui, cresciuta insieme a quel ragazzo che per lei era diventato un fratello maggiore, un cugino prediletto, il suo migliore amico. Ha ricordato le giornate trascorse insieme dalla nonna, le risate, i giochi, tutte quelle cose che sembravano normali e che oggi diventano ricordi preziosi. E ha parlato dei suoi sogni, soprattutto di quello di diventare un grande schermidore.
Poi il racconto di una farfalla bianca: “Domenica, mentre ti pensavo, all’improvviso ho visto una farfalla bianca posarsi vicino a me. Ho pensato che fossi tu. Anzi, sono sicura che fossi tu”.
La voce si è fermata, ancora una volta. Le lacrime hanno avuto la meglio. Poi quelle ultime parole: “Ti voglio bene. Per sempre”. Ancora applausi.
La funzione è proseguita con le letture e il rito delle esequie, fino all’estrema unzione e alla benedizione delle salme. Poi il lento deflusso delle migliaia di persone verso l’esterno.
Quando le due bare sono uscite dalla chiesa, sono state portate a braccio tra gli applausi e le lacrime della folla. I familiari si sono stretti alle rispettive bare, aggrappati a Francesco e Gabriele, incapaci di staccarsi da loro.
Poi i feretri sono stati deposti sui carri funebri.
Carabinieri, Protezione civile, Vigili del fuoco, Polizia locale, le autorità, i sindaci e la gente comune si sono disposti lungo il percorso. Tutti sull’attenti, mentre i carri funebri si muovevano lentamente tra due ali di folla, accompagnati da circa un centinaio di persone verso il cimitero di Fondi, dove Francesco e Gabriele saranno sepolti.
È stato l’ultimo viaggio insieme.
Francesco, 36 anni, padre di una bambina, lavoratore, marito, figlio, fratello e punto di riferimento per la sua famiglia. Gabriele, 15 anni, studente, lavoratore durante l’estate, figlio, cugino, amico e giovane schermidore con il sogno di diventare grande in quella disciplina che praticava fin da bambino. Due vite diverse, due sogni diversi, ma lo stesso destino crudele nella notte di Allumiere. Una tragedia che ha tolto alla città due dei suoi figli e che ha lasciato dietro di sé domande, dolore e incredulità.
Fondi si ferma per Francesco e Gabriele: le due bare accolte dagli applausi
Ora Fondi non torna semplicemente alla normalità. Sembra piuttosto sospesa. Nelle strade, nelle piazze, nei volti delle persone che lentamente si allontanano dalla chiesa non ci sono sorrisi, non ci sono scene di allegria. C’è il silenzio di una comunità che ha appena accompagnato i suoi due figli nell’ultimo viaggio. E mentre le luci della sera scendono sulla città, Fondi pensa ancora a Francesco e Gabriele. A due vite che non ci sono più. E a quei nomi che, come ha ricordato monsignor Vari, continueranno a brillare nel cuore di chi li ha conosciuti e amati.









