VIERBO – La città si prepara a vivere una domenica destinata a unire due delle tradizioni più profonde della città. Il 13 settembre, in occasione del rinnovo del Patto d’Amore con la Madonna della Quercia, saranno infatti oltre 50 i Facchini di Santa Rosa chiamati a portare in processione l’immagine della patrona della diocesi. Un appuntamento che quest’anno assume un significato ancora più particolare, a quarant’anni dalla nascita della nuova diocesi di Viterbo voluta da San Giovanni Paolo II nel 1986, con la Madonna della Quercia scelta come patrona.
La giornata avrà uno dei suoi momenti centrali nella mattinata, quando il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, presiederà la celebrazione solenne insieme al vescovo Orazio Francesco Piazza. Nel pomeriggio, alle 16.30, prenderà invece il via la processione dalla chiesa di Santa Maria del Paradiso, destinata a coinvolgere rappresentanti delle istituzioni, associazioni religiose e laiche, confraternite e ordini cavallereschi.
«Quest’anno la festa assume un significato particolare», ha sottolineato il vicario generale della diocesi, don Luigi Fabbri, ricordando proprio il quarantesimo anniversario della costituzione della diocesi rinnovata. Un’occasione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole rafforzare il legame tra la città e la Madonna della Quercia, attraverso una partecipazione che coinvolga l’intero territorio.
Sul valore dell’appuntamento è intervenuto anche il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, evidenziando la presenza congiunta di istituzioni, enti e associazioni. Per Romoli si tratta di una «responsabilità condivisa a servizio del territorio», in un contesto nel quale la presenza della Chiesa continua ad avere anche una dimensione sociale e comunitaria.
La sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, ha invece sottolineato il significato del Patto d’Amore per la città. La processione, ha spiegato, rappresenta un momento particolarmente importante della vita della comunità e porta con sé un messaggio di unità e appartenenza.
A caratterizzare l’edizione 2026 sarà soprattutto la partecipazione dei Facchini di Santa Rosa. L’idea è stata lanciata da Irene Temperini, presidente della Pro loco viterbese e responsabile degli eventi del santuario, con l’obiettivo di creare un ulteriore ponte tra le principali tradizioni religiose e culturali di Viterbo. I Facchini saranno presenti in divisa e porteranno il baldacchino con l’immagine della Madonna della Quercia, alternandosi lungo il percorso.
«Saremo oltre 50», ha annunciato il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, che ha accolto con entusiasmo l’invito. I portatori si alterneranno ogni circa 200 metri per accompagnare l’immagine della Madonna durante la processione. Una presenza particolarmente simbolica, a pochi giorni dalla celebrazione del 3 settembre e della tradizionale festa di Santa Rosa.
«Ci dicono che siamo il cuore di Viterbo. Ed è bello esserci domenica, protagonisti in uno degli eventi più importanti della città e della sua storia», ha aggiunto Mecarini.
La ricorrenza sarà caratterizzata anche da due importanti momenti spirituali. Come spiegato dal vicario episcopale e rettore del santuario della Quercia, don Massimiliano Balsi, saranno esposte le reliquie dei santi che Giovanni Paolo II indicò come compatroni della diocesi. Da sabato sera e per tutta la giornata di domenica saranno quindi presenti sull’altare le reliquie di Santa Rosa, San Bonaventura da Bagnoregio e Santa Lucia Filippini.
La processione vedrà la partecipazione del clero diocesano, delle associazioni religiose e laicali, delle confraternite e degli ordini cavallereschi. Al termine sono previste le esibizioni della banda MusichiAmo e del Corteo storico delle famiglie nobili dell’associazione culturale Pilastro.
Il rapporto tra Viterbo, il santuario e il mondo dell’artigianato sarà inoltre ricordato dall’intervento del direttore di Confartigianato Andrea De Simone, che ha richiamato una tradizione legata al culto della Madonna della Quercia che affonda le proprie radici nella realizzazione dell’immagine mariana, datata 1417.
Il programma delle celebrazioni non si esaurirà con la giornata di domenica. Venerdì 11 settembre è in calendario una speciale visita guidata notturna, mentre domenica 20 settembre sarà la volta del concerto della Schola Chantorum di Santa Maria della Quercia, che quest’anno celebra i novant’anni dalla fondazione.
Per l’occasione è stato realizzato anche un particolare ciondolo da un orafo del territorio: si tratta del calco in bronzo della tegola miracolosa. Il vescovo Piazza lo consegnerà ai sacerdoti della diocesi come segno di comunione e di festa, nel segno della Madonna della Quercia, patrona della diocesi e figura profondamente legata alla storia e all’identità della città.


