ITALIA – Una nuova tecnologia entra ufficialmente nella medicina veterinaria europea. L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha dato parere favorevole alla commercializzazione di Nobivac NXT HCPChFeLV, il primo vaccino veterinario basato su RNA raccomandato nell’Unione Europea. Il prodotto è pensato per proteggere i gatti da cinque importanti malattie infettive, tra cui la leucemia felina, e rappresenta una novità significativa per la prevenzione delle patologie dei nostri animali domestici.
Il vaccino combina tecnologie differenti e agisce contro cinque agenti patogeni. La protezione riguarda l’herpesvirus felino di tipo 1 e il calicivirus felino, due dei principali responsabili delle infezioni respiratorie comunemente indicate come “influenza felina”, oltre alla panleucopenia felina, una malattia particolarmente pericolosa per i gattini e potenzialmente mortale.
A queste tre patologie si aggiungono la leucemia felina, provocata dal virus FeLV, che può compromettere il sistema immunitario e favorire l’insorgenza di tumori, e le infezioni da Chlamydia felis, associate soprattutto a problemi oculari come la congiuntivite.
La vera novità riguarda proprio la protezione contro la FeLV. Per questo componente il vaccino utilizza RNA autoamplificante: una molecola di RNA viene introdotta temporaneamente nelle cellule dell’animale, che producono per un breve periodo una specifica proteina del virus. La proteina non provoca la malattia, ma consente al sistema immunitario di riconoscerla e preparare una risposta nel caso di un successivo contatto con il virus.
Il prodotto utilizza quindi sia componenti vaccinali più tradizionali, basati su ceppi attenuati, sia la nuova tecnologia a RNA. Si tratta, secondo l’EMA, della prima volta che un vaccino veterinario raccomandato nell’Unione Europea impiega questo genere di RNA come principio attivo.
Per verificare sicurezza ed efficacia sono stati analizzati 15 studi condotti in condizioni controllate, oltre a una sperimentazione sul campo che ha coinvolto 142 gatti nelle normali condizioni di vita. I dati hanno evidenziato l’attivazione della risposta immunitaria già a circa una settimana dalla somministrazione.
La durata della protezione varia invece a seconda della malattia. Per la panleucopenia può arrivare fino a tre anni, mentre per le altre infezioni considerate è stata stimata intorno a un anno. Le sperimentazioni hanno inoltre evidenziato una riduzione dei sintomi e della mortalità associati alle patologie, oltre a una minore diffusione dei virus. Nel caso della leucemia felina, è stata osservata anche una riduzione della presenza del virus nel sangue.
Come accade con altri vaccini, possono comparire reazioni avverse generalmente lievi e transitorie, come gonfiore nel punto dell’iniezione o febbre per uno o due giorni. Nel complesso, sulla base dei dati esaminati, il prodotto è stato considerato ben tollerato e il rapporto tra benefici e rischi è stato giudicato favorevole.
Il via libera dell’EMA non rappresenta però ancora l’autorizzazione definitiva alla commercializzazione. La raccomandazione dovrà infatti essere sottoposta alla Commissione Europea, alla quale spetterà la decisione finale. Se arriverà l’ok definitivo, il nuovo vaccino potrebbe aprire una nuova fase nella prevenzione delle malattie infettive dei gatti, portando anche in ambito veterinario una tecnologia a RNA già diventata protagonista della medicina umana.

