Un nuovo, gravissimo episodio di degrado mette ancora una volta al centro del dibattito la sicurezza nello storico quartiere viterbese
VITERBO – Non sono state trovate in un angolo nascosto, in una cantina abbandonata o in un’area difficilmente accessibile. Sono state rinvenute nelle cassette delle lettere di alcune abitazioni. Siringhe utilizzate e sporche di sangue, lasciate proprio dove i residenti raccolgono ogni giorno la propria posta. È la nuova, inquietante segnalazione arrivata oggi alla redazione e documentata dalle fotografie inviate dagli abitanti di San Faustino.
Un episodio che, al di là del singolo ritrovamento, riaccende i riflettori su una situazione che nel quartiere storico di Viterbo viene denunciata da tempo: spaccio, consumo di stupefacenti, immobili degradati, bivacchi, rifiuti e una presenza sempre più evidente di persone legate al consumo di droga. Ma questa volta c’è un elemento ulteriore, che rende la vicenda particolarmente grave: una siringa potenzialmente pericolosa è finita all’interno di uno spazio privato destinato alla corrispondenza dei residenti.
La fotografia ricevuta dalla redazione mostra una siringa abbandonata all’interno di una cassetta. L’oggetto presenta evidenti tracce scure compatibili con residui organici. Secondo la segnalazione degli abitanti, si tratterebbe di una siringa sporca di sangue. Un’immagine che racconta, forse più di molte parole, quanto il problema del consumo di droga sia arrivato a entrare nella quotidianità delle persone che vivono nel quartiere.
San Faustino non è un quartiere qualunque. È uno dei nuclei storici della città, una zona che per generazioni ha rappresentato una parte autentica della Viterbo popolare e residenziale. Oggi, però, per molti abitanti il volto del quartiere è cambiato profondamente.
La nuova segnalazione arriva dopo mesi nei quali il nome di San Faustino è tornato ripetutamente nelle cronache per episodi legati a droga, sicurezza e degrado. Nel giugno scorso, per esempio, i residenti avevano denunciato una situazione di crescente insicurezza, arrivando a chiedere interventi a prefettura, Comune e Ater e lamentando il progressivo deterioramento della vivibilità in alcune aree del quartiere e della vicina Trinità.
Sempre a giugno, un’altra denuncia aveva acceso i riflettori sul consumo di crack ed eroina segnalato in strada, anche nelle vicinanze di luoghi frequentati dai bambini. In quel caso le segnalazioni provenivano da una pagina social cittadina ed erano accompagnate da fotografie; si trattava dunque di circostanze da sottoporre alle necessarie verifiche, ma sufficienti a riportare il tema al centro dell’attenzione.
A luglio era stato poi documentato il ritrovamento di siringhe usate e tracce di sangue nei pressi dell’ex asilo ONMI, proprio in un’area attraversata quotidianamente dalle famiglie. In quell’occasione erano stati segnalati anche edifici occupati, rifiuti e situazioni di degrado, con i residenti che descrivevano un quartiere sempre più difficile da vivere.
Pochi giorni dopo, il problema delle siringhe era tornato ad affacciarsi anche nel quadrante di via della Palazzina, viale Trento e piazzale Gramsci, dove erano stati trovati aghi utilizzati e un cucchiaio metallico, indicato come possibile strumento per la preparazione di sostanze stupefacenti. L’episodio aveva alimentato nuove richieste di interventi sul fronte della sicurezza e del decoro urbano.
E non si tratta soltanto di episodi legati all’abbandono di materiale utilizzato per il consumo. Nel corso dell’ultimo anno il quartiere è stato interessato anche da interventi delle forze dell’ordine e da vicende giudiziarie legate allo spaccio. Nel giugno 2025, per esempio, i carabinieri avevano arrestato a piazza San Faustino un uomo destinatario di un provvedimento di carcerazione per un reato legato agli stupefacenti.
Ancora prima, nell’agosto 2025, l’attenzione era finita su un edificio abbandonato di via Bellavista, già oggetto di provvedimenti di chiusura e nuovamente interessato da intrusioni. I residenti avevano denunciato un continuo via vai e il possibile utilizzo dello stabile per attività di spaccio e bivacco.
Negli ultimi mesi, dunque, il problema sembra essersi manifestato in forme diverse e in più punti del quadrante. Sono state segnalate persone che consumano droga, materiale utilizzato per assumere sostanze, risse, episodi di tensione e immobili degradati. Ad agosto, inoltre, nuove segnalazioni avevano riguardato il consumo di droga anche in altre zone del centro storico, con il fenomeno che sembrava allargarsi oltre le aree tradizionalmente considerate più problematiche.
Ma la siringa nella cassetta delle lettere introduce una dimensione diversa. Non è più soltanto il problema di ciò che accade in strada. È qualcosa che arriva fin dentro le abitazioni, nei luoghi più ordinari della vita quotidiana.
Per questo la segnalazione di oggi merita una risposta. Non soltanto sul piano della repressione dello spaccio, ma anche su quello della pulizia, della messa in sicurezza degli spazi degradati, del recupero degli immobili e dell’assistenza alle persone che vivono una condizione di dipendenza.
Perché una siringa abbandonata è già un problema. Trovarla dentro una cassetta delle lettere significa che quel problema ha superato un’altra barriera.
E a San Faustino, mentre continuano le segnalazioni e gli interventi delle forze dell’ordine, i residenti chiedono una cosa semplice: poter tornare a vivere il proprio quartiere senza avere paura di ciò che possono trovare anche davanti alla porta di casa.

