Così è ridotto oggi il Fiume Cosa nel tratto tra Frosinone, Alatri e Veroli (Foto dal profilo Ig di Legambiente Frosinone)
Shock tra Frosinone, Veroli e Alatri per l’ondata di melma e scarichi abusivi. I cittadini urlano la loro rabbia: “Mancano persino le fogne, serve un intervento subito!”
I problemi principali sono la mancanza di infrastrutture e gli scarichi abusivi. Come spiega Elisabetta Veloccia dell’associazione ‘Schioppo Bene Comune’, nell’acqua ci sono bioindicatori che mostrano una qualità medio-bassa dovuta alle fogne. In questa zona mancano proprio le reti fognarie pubbliche.
I residenti sospettano che molti svuotino i pozzi neri direttamente nel fiume per via dei pochi controlli. A questo si aggiunge l’inquinamento stagionale: Stefano Ceccarelli, presidente di Legambiente Frosinone, evidenzia che durante la spremitura delle olive i frantoi lasciano sul fondo una melma residua.
La forte siccità e i prelievi d’acqua illegali hanno ridotto il fiume a un rigagnolo che non riesce più a pulirsi. Anche le famose cascate dello Schioppo, alle porte di Frosinone, sono sommerse dai rifiuti. I volontari puliscono spesso, ma le piene smuovono il fondo e fanno riemergere vecchie discariche abusive piene di plastica, gomme di trattori e persino amianto. Questa melma impermeabilizza il fondale e blocca la vita. Tutto accade proprio mentre i comuni annunciano la futura rinascita del parco fluviale. Senza una rete fognaria e vere sanzioni, il fiume Cosa rischia di diventare una fogna a cielo aperto.

