Riccardo Mastrangeli, sindaco dimissionario di Frosinone
La maggioranza ha meno di 48 ore per compattarsi su un nome tra Fabrizi, Ferrara e l’ipotesi Gagliardi, o la città andrà al commissariamento. Trattative febbrili e tavoli nazionali per evitare il voto anticipato
Nelle ultime ore le diplomazie dei partiti stanno lavorando a pieno ritmo, ma l’accordo appare ancora distante. Sul tavolo della discussione non c’è più soltanto lo scranno più alto dell’aula, rimasto vacante da maggio. La partita si è allargata alla ridistribuzione dei pesi nella Giunta: una parte consistente degli alleati, con in testa Fratelli d’Italia, spinge per un rimpasto profondo dell’Esecutivo. A complicare lo scenario si inseriscono le frizioni interne all’area della destra, in particolare con il posizionamento del gruppo vicino a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, le cui mosse hanno indurito le posizioni in Consiglio.
La gravità della situazione ha superato i confini locali, investendo i tavoli dei leader nazionali. I coordinatori regionali del centrodestra, tra cui Paolo Trancassini (FdI) e Claudio Durigon (Lega), in queste ore sono direttamente impegnati nel tentativo di mediare tra i rappresentanti locali per evitare una caduta rovinosa che avrebbe pesanti riflessi politici sull’intera regione.
Se la Lega fa quadrato intorno al primo cittadino, le opposizioni di centrosinistra (PD e PSI) osservano lo stallo parlando apertamente di consiliatura ormai capolinea. Restano poco meno di 48 ore per capire se prevarrà il senso di responsabilità o se il Comune andrà incontro allo scioglimento.
I nomi sul tavolo
Resta infine sullo sfondo l’opzione di rottura Carlo Gagliardi, consigliere eletto nelle file dell’opposizione che il sindaco Mastrangeli ha tentato di lanciare a sorpresa nell’ultima seduta di venerdì scorso, scatenando però forti veti incrociati da parte della sua stessa coalizione.

