L'interno dello stabilimento Stellantis di Cassino
Linee ferme fino a lunedì e indotto a rischio. I sindacati tremano per il futuro: “C’è il pericolo che diventi solo un ‘sito cacciavite’ per i marchi Jac e Huawei”
Anche il futuro preoccupa: secondo Mirko Marsella (Fim Cisl), il 2027 sarà un anno durissimo per volumi e stipendi, con un uso massiccio degli ammortizzatori sociali. Oltre alle nuove vetture Maserati e Alfa Romeo, serve capire quali altri modelli arriveranno.
Si parla molto di possibili accordi con i cinesi di Jac e Huawei. Tuttavia, Andrea Di Traglia (Fiom Cgil) frena gli entusiasmi in vista dell’incontro a Torino del 20 ottobre: senza la condivisione di ricerca e sviluppo, Cassino rischia di diventare una “fabbrica cacciavite”, dove le auto vengono solo assemblate alla fine, senza tutelare l’occupazione.
C’è poi l’allarme sugli spazi interni, come l’ex palazzina uffici e la vecchia sala medica: Stellantis sembra voler parcellizzare e smembrare il sito, ignorando il “no” delle istituzioni locali a cambi di destinazione d’uso non industriali. L’emergenza resta massima.

