Riccardo Mastrangeli, sindaco di Frosinone
Superato il ‘deserto tattico’ di ieri, la coalizione affronta il suo giorno più lungo: caccia ai 17 voti per Fabrizi per evitare il crollo
In discussione c’è un unico, pesantissimo punto all’ordine del giorno: l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale (vacante ormai da mesi) e dell’ufficio di presidenza. Una votazione che non è più solo una formalità istituzionale, ma una spietata conta politica. Dopo l’azzeramento lampo della Giunta attuato da Mastrangeli nel disperato tentativo di resettare la coalizione e stanare gli alleati, stasera i nodi arrivano al pettine. Il candidato forte della Lista Ottaviani, Gianpiero Fabrizi, ha bisogno di 17 voti per blindare lo scranno più alto dell’aula e far ripartire la macchina amministrativa.
Il centrodestra si trova di fronte a un bivio senza ritorno: o si ritrova la coesione sul nome di Fabrizi, archiviando lo stallo che dura da mesi, oppure calerà definitivamente il sipario sull’esperienza amministrativa nata nel 2022. Senza i numeri necessari per far quadrare il quorum ridotto della seconda convocazione, le dimissioni di Mastrangeli diventeranno irrevocabili entro fine mese, aprendo le porte al commissariamento prefettizio del Comune.
Le diplomazie dei partiti hanno lavorato febbrilmente per tutta la notte tra veti su deleghe e posizionamenti regionali. Alle 18:30 la parola passerà finalmente ai numeri dell’aula: dentro o fuori.

