A pochi giorni dal 26 ottobre il sindaco rivendica i risultati e prova a blindare la giunta, ma i veti incrociati nella maggioranza frenano ogni via d’uscita
FROSINONE – A Frosinone la crisi politica è al bivio finale. Mancano pochissimi giorni al 26 ottobre, data in cui le dimissioni del sindaco Riccardo Mastrangeli diventeranno irrevocabili se non ritirate. Nel palazzo comunale si consuma un logorante braccio di ferro, segnato da continue fumate nere per l’elezione del presidente d’Aula e veti incrociati nella maggioranza di centrodestra. Il primo cittadino, tuttavia, non sembra intenzionato ad arrendersi facilmente al commissariamento prefettizio.
In questo clima di forte stallo, Mastrangeli ha colto l’occasione del commento sugli ultimi rilievi ambientali per lanciare un chiaro messaggio politico. Evidenziando il netto miglioramento della qualità dell’aria nel capoluogo ciociaro – che i dati mostrano non essere più la capitale dello smog – il sindaco ha rivendicato i frutti delle misure adottate dalla sua giunta, parlando esplicitamente di un impegno da portare avanti. Un parallelismo non troppo velato: come si è ripulita l’aria della città, così la coalizione deve superare le scorie interne e proseguire l’azione amministrativa, soprattutto per mettere a terra i circa trenta milioni di euro di progetti strategici in scadenza a fine anno.
Nel frattempo, il dibattito tra le varie anime della coalizione resta infuocato. In risposta alle recenti frizioni e alle posizioni espresse dal Polo Civico, la Lista per Frosinone è scesa in campo con una nota durissima. Il gruppo consiliare ha lanciato un forte affondo contro quello che ha definito un trasformismo politico dannoso per la stabilità del Comune, sottolineando con fermezza che il perimetro del Centrodestra si deve fondare sulla coerenza e sul rispetto del mandato elettorale ricevuto dai cittadini.
A sei giorni dall’alba finale del 26 ottobre, la caccia ai numeri in Aula e i tavoli per ricomporre la giunta entrano nella loro fase decisiva. Resta da capire se prevarrà il senso di responsabilità chiesto a gran voce dai vertici del centrodestra o se prevarranno i personalismi, staccando definitivamente la spina al governo cittadino.