Paolo Fanelli durante il suo discorso di insediamento quale nuovo Presidente del Consiglio comunale di Frosinone
L’ex sindaco sblocca lo stallo istituzionale e mette in sicurezza la consiliatura dopo sei mesi di paralisi, siglato il patto per evitare il commissariamento e blindare i fondi PNRR
FROSINONE – La fumata bianca, attesa per sei lunghi mesi e dopo ben otto votazioni andate a vuoto, è finalmente arrivata. Il Consiglio comunale di Frosinone ha eletto l’ex sindaco Paolo Fanelli alla presidenza dell’aula consiliare. Una mossa decisiva che non solo evita il commissariamento e il rischio di perdere oltre trenta milioni di euro di fondi PNRR, ma che sancisce anche la fine formale della crisi politica con il ritiro immediato delle dimissioni da parte del sindaco Riccardo Mastrangeli (annuncio del ritiro arrivato alle 20 esatte).
Sindaco che ora dovrà mettere mano alle deleghe della Giunta ritirate insieme alla presentazione delle sue dimissioni. Nel suo discorso successivo all’elezione di Fanelli, Mastrangeli ha approfondito i dettagli operativi del suo piano per la nuova Giunta azzerata, fissando una scaletta temporale e politica ben precisa per superare la crisi.
Le parole di Fanelli: “Senso di responsabilità e rispetto per l’aula”
Subito dopo lo scrutinio (Fanelli ha incassato 24 voti, ben oltre il limite necessario), visibilmente emozionato ma determinato, il neo-presidente Paolo Fanelli ha voluto rilasciare le prime dichiarazioni a caldo davanti ai colleghi del Consiglio e davanti ai giornalisti. Ha dichiarato di accettare questo incarico con profondo senso di responsabilità istituzionale, ringraziando i colleghi consiglieri per la fiducia in un momento così delicato per la città. Ha aggiunto che il suo primo obiettivo sarà restituire centralità, dignità e massima operatività all’aula, sottolineando la necessità di correre poiché i cittadini di Frosinone non possono più attendere e la messa a terra dei progetti strategici per il territorio deve tornare a essere l’unica priorità assoluta di tutti.
Una figura di mediazione contro lo spettro del voto anticipato
Nelle ultime ore la tensione era salita alle stelle, con la maggioranza di centrodestra sul filo del rasoio. Il nome di Paolo Fanelli è emerso come l’unica figura di altissimo profilo e mediazione istituzionale in grado di raccogliere un consenso trasversale. La strategia ha funzionato e Fanelli è riuscito a disinnescare l’insidia dei franchi tiratori incassando i voti compatti della maggioranza residua e il sostegno strategico dei gruppi di Forza Italia e FutuRa. Una convergenza che ha rimesso in sicurezza la consiliatura proprio a un passo dal baratro del voto anticipato.
Le conseguenze politiche sulla crisi e la nuova fase
L’elezione di Fanelli apre ufficialmente la delicata fase della ricomposizione del governo cittadino, delineando due direttrici fondamentali per i risvolti politici immediati. Da un lato, il sindaco Mastrangeli sottoporrà alle forze politiche aderenti un accordo programmatico blindato, una sorta di patto di fine consiliatura per tracciare la linea della seconda metà del mandato con l’obiettivo comune della messa a terra dei cantieri strategici.
Dall’altro, resta da definire il ruolo di Forza Italia e l’assetto della nuova Giunta. Sebbene gli accordi regionali dei giorni scorsi abbiano permesso una soluzione istituzionale per l’aula, i consiglieri azzurri potrebbero supportare la stabilità amministrativa dall’esterno, rimanendo inizialmente fuori dalla nuova squadra di governo che il sindaco si appresta a nominare.
Frosinone sceglie così la via della governabilità anziché quella della pura sopravvivenza. Con l’elezione di Paolo Fanelli, la macchina del capoluogo ciociaro può finalmente ripartire, lasciandosi alle spalle uno dei periodi di maggiore incertezza politica della sua storia recente.