Il caso di Alessandro e Veronica è stato risolto in appena 48 ore dal Comune di Viterbo mentre Alessandro Noferini, con disabilità al 100%, rimane in attesa di un alloggio popolare da anni
TARQUINIA – Un’amministrazione che in poche ore dimostra di saper funzionare. Mentre un’altra, purtroppo per i cittadini, fa acqua da tutte le parti.
In questi giorni le città di Viterbo e Tarquinia sono legate da un caso simile trattato, però, in maniera diametralmente opposta dalle rispettive giunte comunali.
Ultimo, in ordine di tempo, è il caso di Veronica e Alessandro che abbiamo trattato su queste colonne dall’inizio della settimana in corso.
I due ragazzi da tre mesi vivevano in una tenda posizionata alla meno peggio nel giardino dei Frati Cappuccini e venivano aiutati da alcuni cittadini mossi a compassione, dai frati e dalla Caritas.
Per i due, protagonisti loro malgrado di un’infanzia difficile, sono stati mesi difficili che in pochi giorni, dopo il primo articolo pubblicato su Etrurianews e l’interessamento di istituzioni, associazioni e cittadini, sono culminati in un lieto fine.
In 48 ore Veronica e Alessandro hanno ricevuto un alloggio temporaneo da dove potranno iniziare un nuovo percorso di vita. L’associazione Musi Sereni, dove Veronica collabora saltuariamente, ha attivato una raccolta fondi su Gofundme, per un aiuto iniziale, arrivato a 900 euro mentre i Servizi sociali del Comune di Viterbo, incalzati dall’assessora Rosanna Giliberto, hanno fatto il possibile (e l’impossibile) per aiutarli.
“Ho preso come un impegno personale quello di seguire qualsiasi persona si trovi in difficoltà, siamo a totale disposizione per tutti – ha spiegato ieri l’assessora -. Nel loro caso, li abbiamo accolti con la voglia di portarli verso una vita nuova, gli abbiamo già proposto un percorso di formazione retribuito. L’importante è che seguano le nostre indicazioni. Il nostro settore non lascia indietro nessuno, ci vogliono solo tempi giusti e programmazione. Questa esperienza conferma che la costruzione di progetti di sostegno per le persone in difficoltà non si improvvisa: è il frutto di programmazione, professionalità e impegno condiviso. Solo attraverso una rete che lavora insieme si possono offrire risposte concrete e durature. Ora tocca ai ragazzi cogliere questa opportunità, affidarsi a chi li accompagnerà e lasciarsi guidare nella costruzione di un percorso di autonomia e responsabilità. Non si tratta soltanto di risolvere un’emergenza, ma di costruire una possibilità per il futuro”.
Una storia dal finale dolce che, purtroppo, ne richiama un’altra dal sapore amaro. Stiamo parlando del caso di Alessandro Noferini che vede coinvolto il Comune di Tarquinia.
Anche in questo caso siamo stati a raccontare la storia fatta di promesse e annunci ma nessuna conferma. E l’uomo, con l’inverno ormai arrivato, vive ancora nella roulotte alla Farnesiana.
Tarquinia, Alessandro Noferini è ancora in roulotte: appello ai tarquiniesi per una casa
In questo caso il racconto parte dal 2020 con il Covid che ha quasi ucciso lo sfortunato protagonista a cui la malattia ha lasciato un’invalidità polmonare. Oggi ha solo mezzo polmone funzionante ed è in ossigenoterapia 24 ore su 24. Eppure aveva fatto tutte le vaccinazioni previste. Soffre anche di fibrillazione permanente e di una cardiopatia dilatativa al terzo stadio. Prende venti pastiglie al giorno, ha crisi respiratorie quasi ogni notte e spesso deve correre in ospedale. È invalido al 100%.
Così ridotto, Alessandro vive in una roulotte donata da un amico senza acqua e con un bagno piccolissimo. Anche lui, come sopra, chiede aiuto ai frati per lavarsi e ricevere qualche pasto. Basterebbe una casa popolare per risolvere la questione ma l’amministrazione comunale non sembra dello stesso avviso.
Nei mesi scorsi sono arrivate anche le telecamere di Fuori dal Coro e il caso di Alessandro è finito in prima serata su Rete 4. Nonostante questo il Comune si nasconde dietro un quinto posto in graduatoria che molto spesso viene scavalcato a favore di famiglie più numerose.
Due esempi simili, quello dei ragazzi e di Alessandro Noferini, ma con due epiloghi diversi. Uno, grazie al Comune di Viterbo, fortunatamente bello mentre l’altro, a causa del Comune di Tarquinia, pieno di menefreghismo e inefficienza. Eppure Viterbo e Tarquinia sono vicine e fanno parte della stessa provincia. E le due storie, a questo punto, lasciano una sola riflessione: quanto conta il voto dei cittadini chiamati a scegliere tra un’amministrazione che sa risolvere i problemi e una giunta “improvvisata”? Con esempi del genere, ovviamente, tantissimo.



